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Prosegue l’attacco dei petrolieri ai mari italiani: stavolta a farne le spese sarebbero le acque dello Ionio, al largo di Santa Maria di Leuca, un’area che, secondo la Convenzione sulla Biodiversità (Convention on Biological Diversity – CBD), è classificata come una “EBSA” (Ecologically or Biologically Significant Marine Areas): ovvero, come particolarmente preziosa per l’ecosistema marino nel suo complesso.

La ricerca di nuovi giacimenti di fonti fossili sotto i nostri fondali è il fattore che muove, in questo caso, la Edison S.p.A. (Permesso di Ricerca di Idrocarburi Liquidi e Gassosi “d 84F.R-EL”); e avverrebbe ancora una volta con la tecnica dell’air gun, un dispositivo che, generando artificialmente onde d’urto e analizzandone la riflessione sui fondali marini, permette di identificare i depositi di idrocarburi offshore.

Lo denunciamo con il nostro rapporto, “Troppo rumor per nulla. Un altro assalto degli air gun al nostro mare, tra Adriatico e Ionio”.

Per la ricerca di un giacimento marino sono impiegati decine di air gun, disposti su due file a una profondità di 5-10 metri: producono violente detonazioni ogni 10-15 secondi per settimane, continuativamente. Il rumore generato è almeno doppio rispetto a quello del decollo di un jet. Gli effetti dannosi delle esplosioni sull’ecosistema marino sono documentati in numerosi studi; in questo caso colpirebbero molto specie: tonni, pesci spada, squali; e mobule, cetacei, tartarughe caretta, nonché habitat di profondità con organismi come coralli e spugne che rappresentano importanti serbatoi di biodiversità, sono aree di riproduzione di numerose specie ittiche.

La scoperta dei banchi di coralli di acque fredde (o di profondità, o “coralli bianchi”) al largo di Santa Maria di Leuca ha inoltre fatto di questo tratto di mare un’area di primissimo interesse biologico. Si tratta di comunità dominate da Madrepora oculata e Lophelia pertusa. Questi banchi di coralli di profondità sono un hot spot di biodiversità. Ci sono non meno di 222 specie a profondità tra 280 e 1121 metri. Spugne (36 specie), molluschi (35), cnidari (o celenterati: coralli, anemoni…: 31 specie), anellidi (24 specie, di cui una trovata qui per la prima volta nel Mediterraneo), crostacei (23), briozoi (19) e 40 specie di pesci”.

La richiesta di permesso presentata da Edison per sondare i fondali di questo tratto di mare è lacunosa ed omissiva, nel valutare i possibili impatti dell’air gun sull’ambiente. Per questo non staremo a guardare, ma presenteremo le nostre osservazioni nel merito al Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare, per chiedere il respingimento di questo ennesimo tentativo di oltraggio ai nostri mari.