#Clima #Consumi #Energia #Petrolio&Gas

Non chiamatelo maltempo!

Impegni politici miopi, aziende che continuano a bruciare gas, petrolio e carbone: mentre la politica temporeggia, la nostra casa è in fiamme. I fenomeni meteo…

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Rome’s school student go on strike and take to the streets to protest about climate change.

Da mesi, ogni venerdì, migliaia di studentesse e studenti in tutto il mondo seguono l’esempio di Greta Thunberg e scendono in piazza, anche in Europa, per chiedere a politici e aziende di invertire la rotta, abbandonare i combustibili fossili e contrastare l’emergenza climatica in corso, puntando con decisione ad un mondo 100 per cento rinnovabile.

La preoccupazione per il futuro di tutti noi è diffusa, la stessa scienza ci dice che abbiamo 11 anni per salvare il clima ed evitare di toccare il punto di non ritorno. Ma abbiamo speranza e le tecnologie per farcela.

Un ruolo fondamentale nella lotta all’emergenza climatica può essere recitato dall’Unione europea che, se è vero che ha già fatto più di tante altre realtà per tagliare le emissioni nocive al clima, può e deve fare di più e meglio, sviluppando politiche più ambiziose, che assicurino un futuro pulito a noi e alle nuove generazioni.

Dagli anni Settanta ad oggi, l’Ue ha introdotto una serie di normative ambientali volte a proteggere habitat naturali, tutelare l’aria che respiriamo e l’acqua che beviamo, proteggerci da sostanze chimiche pericolose e ridurre le emissioni di gas serra che alimentano la distruzione del clima. Ma resta pur sempre il secondo più grande emettitore globale di gas serra in atmosfera dal 1850 ad oggi. Inoltre, nonostante le sue emissioni siano diminuite del 22 per cento circa tra il 1990 e il 2016, secondo stime preliminari nel 2017 sono aumentate dello 0,6 per cento.

Chiediamo che l’Ue mantenga gli impegni presi con l’Accordo di Parigi e punti a non andare oltre un aumento medio della temperatura globale di 1.5 gradi Celsius. Per fare questo, occorre che riduca le sue emissioni del 65 per cento entro il 2030, per arrivare a zero emissioni nette nel 2040.

Abbiamo bisogno di un Parlamento europeo più ambizioso e determinato, che resista alle pressioni di quelle forze politiche che si propongono sul palcoscenico delle prossime elezioni europee minimizzando o, addirittura, negando l’emergenza climatica in corso.

Partiti che non si preoccupano del futuro delle nuove generazioni e che cercano di riportare indietro l’Europa, giocando con il nostro futuro. Per tenerci tutti drammaticamente bloccati in un mondo alimentato da inquinanti combustibili fossili.