Lunedì 27 aprile si terrà la Assemblea dei Soci di Intesa Sanpaolo, uno dei più grandi gruppi bancari italiani. Intesa ha deciso di far svolgere l’assemblea non solo a porte chiuse, ma senza la possibilità di alcuno streaming, seppure la possibilità era stata dal governo italiano proprio per non ridurre gli spazi di democrazia e partecipazione della società civile in questo momento di emergenza sanitaria.
Intesa Sanpaolo è una delle banche italiane che ancora investono maggiormente in gas, petrolio e carbone, finanziando di fatto l’emergenza climatica. Da tempo chiediamo al gruppo torinese di chiudere con il fossile, e avremmo voluto sentire la voce della società civile anche in questa importante assemblea. Per questo, insieme a Re:Common, abbiamo scritto a Intesa Sanpaolo una lettera aperta.
Articoli correlati
-

Causa Eni contro ReCommon. Greenpeace, Legambiente e WWF: «Eni rispetti società civile italiana»
La recente azione giudiziaria suscita interrogativi nel dibattito pubblico in merito al suo possibile impatto sull’esercizio della libertà di espressione e di critica, dichiarano le organizzazioni ambientaliste.
-

Crisi energetica e guerra in Iran, nuovo report Greenpeace-Osservatorio di Pavia
Mentre la crisi innescata dalla guerra impone scelte politiche anche radicali, il racconto televisivo restringe il campo delle soluzioni, lasciando ai margini quelle capaci di incidere davvero.
-

Crisi energetica e conflitto in Iran, narrazioni mediatiche e soluzioni: il nuovo report Greenpeace-Osservatorio di Pavia
Il nuovo report redatto dall’Osservatorio di Pavia per Greenpeace si concentra sul modo in cui la crisi iraniana è stata raccontata dai media italiani in relazione ai suoi effetti energetici…