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Il Mar Mediterraneo è uno scrigno ricco di tesori. Ricche praterie di posidonia e scogliere rocciose dominano la zona costiera mentre una serie impressionante di montagne sommerse, emissioni termali fredde e fosse oceaniche caratterizzano i suoi fondali. Il Mediterraneo rappresenta meno dell’1 per cento degli oceani del Pianeta ma ospita quasi 10,000 specie, cioè circa il 9 per cento della biodiversità marina di tutto il mondo. Ma la pesca eccessiva e distruttiva, incluso l’utilizzo illegale delle spadare, l’inquinamento e lo sviluppo incontrollato delle zone costiere, stanno rovinando questo tesoro. Greenpeace, per il terzo anno consecutivo, sta affrontando faccia a faccia queste minacce. Per i prossimi tre mesi la nostra nave Arctic Sunrise sarà impegnata nella spedizione “Defending our Mediterranean”. Il tour percorrerà tutto il Mediterraneo, denunciando ed entrando in azione contro le attività distruttive, documentando le aree che hanno bisogno di protezione e suggerendo le possibili soluzioni. La spedizione è parte della campagna per chiedere la creazione di una rete di riserve marine nel Mediterraneo, sia in acque internazionali che nelle zone costiere. Le riserve marine – veri e propri parchi nazionali in mare – sono aree in cui le attività distruttive non sono permesse…un santuario per la vita marina. Il messaggio è semplice: “Se vogliamo pescare domani, abbiamo bisogno di riserve marine oggi”. |
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Spadare – “I muri della morte" Da anni le spadare sono state bandite dalle Nazioni Unite, dall’Unione Europea, dalla Commissione Internazionale per la Conservazione del Tonno Atlantico (ICCAT) e dalla Commissione Generale della Pesca per il Mediterraneo (GFCM). In altre parole, le spadare sono senza alcun dubbio illegali. Nonostante siano stati spesi milioni di euro per la “riconversione” delle spadare, queste reti sono ancora largamente utilizzate nel Mediterraneo. Migliaia di chilometri di queste reti illegali vengonocalate in mare, dove uccidono in modo indiscriminato. Nel 2006 Greenpeace ha trovato e confiscato spadare da vari pescherecci italiani, compreso uno che ha ricevuto 28000 euro di sovvenzioni per non usare più queste reti.
Urbanizzazione delle coste In Spagna, Greenpeace ha documentato che tra il 2005 e il 2006 sono stati costruiti circa 1.5 milioni di abitazioni e 293 campi da golf lungo 8000 chilometri di costa. Sono stati costruiti o ampliati 116 porti turistici e sono stati scoperti 102 casi di corruzione collegati allo sviluppo edilizio. L’assenza di prudenza e di pianificazione dello sviluppo edilizio lungo le coste sta causando, in Spagna come altrove, una grave erosione ed inquinamento. |
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