Temer non svendere l’Amazzonia alle aziende minerarie! | Greenpeace Italia
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Temer non svendere l’Amazzonia alle aziende minerarie!

News - 30 agosto, 2017
Un nuovo decreto permetterà lo sfruttamento minerario di un’area di Foresta Amazzonica grande quanto la Danimarca

 A luglio vi avevamo raccontato di come l’esecutivo di Michel Temer - diventato Presidente ad interim del Brasile in seguito all'impeachment di Dilma Rousseff - avesse approvato la Misura provvisoria 759, che spiana la strada all’accaparramento delle terre nella Foresta Amazzonica, rendendo più facile ed economico per i grandi proprietari terrieri ottenere la proprietà di vaste aree forestali occupate abusivamente.

Pochi giorni fa, il 24 agosto 2017, il governo ha pubblicato un decreto che permetterà lo sfruttamento minerario di 46.000 km2 (un’area più estesa della Danimarca) di Foresta Amazzonica, negli stati di Amapá e Pará. Creata nel 1984, la Riserva Nazionale di Rame e Associati (in portoghese Reserva Nacional de Cobre e Associados, Renca) è ricca di metalli preziosi e minerali, ma è anche un grande mosaico di aree ad alto valore di conservazione ambientale: sono nove le aree protette che si sovrappongono all'area Renca, sette unità di conservazione e due territori indigeni, che in totale occupano il 90% della Riserva.

Il decreto governativo non modifica lo status giuridico delle aree protette esistenti nella regione e quindi, in base alla legislazione brasiliana, le attività minerarie rimarranno vietate all'interno delle aree protette e delle terre indigene. Tuttavia, sarà inevitabile limitare gli impatti ambientali ad una zona circoscritta. Inoltre, non c’è stato alcun dialogo con la popolazione locale, che subirà gli impatti diretti di questa decisione, né con la società nel suo complesso, dimostrando quanto l'attuale governo sia poco interessato alla trasparenza e ai processi democratici.

Insomma, anche se l’ incarico di Temer terminerà nel 2018, il presidente sta già facendo gli interessi di chi potrebbe mantenerlo al potere, ovvero la “bancada ruralista”, cioè quei membri del Congresso brasiliano che rappresentano la lobby dell’agribusiness.

Il Brasile vanta una vasta rete di aree protette, che coprono quasi 2,2 milioni di km2. Questa rete protegge un'enorme biodiversità, capace di fornire servizi ecosistemi fondamentali a livello globale. Ciò ha reso il Brasile un leader internazionale in materia ambientale, con un ruolo cruciale nei forum internazionali sul tema, come le conferenze sul clima delle Nazioni Unite.  

Nonostante ciò, negli ultimi anni le pressioni delle lobby del legname e dell’agribusiness stanno causando profondi cambiamenti: la deforestazione è tornata ad aumentare, le aree protette si stanno riducendo, la demarcazione delle terre indigene è paralizzato e l’accaparramento delle terre è sempre più frequente, violento e impunti.

Il governo brasiliano deve immediatamente garantire la protezione delle terre indigene e l'integrità delle aree protette, assicurando inoltre che le aree forestali presenti su suolo pubblico e non ancora legalmente protette non verranno lasciate alla mercé degli interessi dell’agribusinnes o della mafia del legno.

Tutti per l'Amazzonia! Firma anche tu!

 

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