Moratoria sulla soia

Pagina - 20 dicembre, 2010
Il successo della moratoria sull'espansione delle coltivazioni di soia in aree forestali è arrivato nel 2006, dopo una lunga campagna sulle multinazionali americane del settore come Cargill, ADM e Bunge, la francese Dreyfus e la brasiliana Maggi, che controllano gran parte della produzione di soia del Brasile.

Il successo della moratoria sull'espansione delle coltivazioni di soia in aree forestali è arrivato nel 2006, dopo una lunga campagna sulle multinazionali americane del settore come Cargill, ADM e Bunge, la francese Dreyfus e la brasiliana Maggi, che controllano gran parte della produzione di soia del Brasile.

Anche McDonald's, contro cui Greenpeace ha organizzato diverse azioni dimostrative, si è attivata dichiarando: "Siamo convinti della necessità di lavorare con i nostri fornitori e il governo brasiliano per proteggere l'Amazzonia da ulteriori devastazioni. I due anni di moratoria devono servire alle aziende della soia per mettere in piedi misure idonee per la gestione, altrimenti ci aspettiamo che la moratoria rimanga in piedi finché tutti gli impegni non saranno stati rispettati."

Tutte le aziende alimentari che vogliono agire per proteggere l'Amazzonia continuano anche a chiedere ai propri fornitori soia non Ogm. Greenpeace continua a battersi anche per questo: contro le coltivazioni Ogm sia all'interno dell'Amazzonia che altrove.

Grazie al nostro lavoro di monitoraggio e di ricerca la moratoria sulla soia in aree forestali viene rinnovata ogni anno.

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