TONNO PESCATO A CANNA



La pesca a canna è un metodo di pesca al tonno tradizionale e sostenibile. In isole come le Maldive è la fonte di sostentamento per numerose famiglie di pescatori. Per assicurare un futuro al mare è importante che le industrie del tonno utilizzino solo metodi di pesca sostenibili.

La pesca al tonno è dominata da grandi pescherecci che, pescando in modo eccessivo e distruttivo, stanno svuotando i nostri mari. Queste flotte sono responsabili non solo della crisi degli stock di tonno ma dell’intero ecosistema marino. Un’alternativa esiste! Metodi di pesca a basso impatto ambientale, come la pesca a canna, se sottoposti ad adeguata regolamentazione e controlli, possono davvero garantire un futuro alle risorse, ai nostri mari e alle popolazioni costiere che da essi dipendono.


 

La pesca al tonno che distrugge il mare

 

La maggior parte della flotta tonniera pesca con reti a circuizione e sistemi di “aggregazione per pesci” (FAD), che possono arrivare a catturare ogni anno oltre 180 mila tonnellate tra cui squali (tra cui numerose specie in pericolo) ed esemplari giovani di tonno pinna gialla e obeso, contribuendo al declino di queste risorse. 
Altri pescherecci utilizzano i palamiti che, senza misure di mitigazione, causano la morte di migliaia di tartarughe, uccelli marini e squali. E mentre la maggior parte dei guadagni di questa pesca arriva nelle tasche di grandi compagnie straniere, pochi benefici rimangono alle popolazioni costiere dei mari dove tale pesca si effettua, e limitate sono le possibilità di impiego per la popolazione locale. Uno di questi grandi pescherecci può catturare fino a 30 tonnellate di tonno al giorno, dando lavoro a non più di 30 persone d’equipaggio, con un costo di gestione annuale di oltre un milione e mezzo di euro.

 

 



Un'alternativa sostenibile: la pesca a canna

La pesca a canna viene effettuata con piccoli pescherecci, che sono di solito di proprietà di pescatori locali, e possono dar lavoro fino a 35 persone. Si tratta di una pesca altamente selettiva: i tonni vengono pescati uno a uno e le catture accidentali sono minime. Alle Maldive, dove negli ultimi anni, grazie a un aumento di richieste da parte del mercato europeo, questa pesca si è sviluppata in modo notevole, queste piccole imbarcazioni (chiamate “dhoni”), di non più di 30 metri,vanno a pescare a canna a circa 10-20 miglia dalla costa, catturano ogni non più di 1,5-2 tonnellate di tonno, sufficienti a coprire i costi e dare sostentamento alle loro famiglie. Proprio per favorire questa pesca sostenibile e garantire un futuro alle risorse dei propri mari lo stato delle Maldive ha vietato la pesca al tonno nelle proprie acque ai grandi pescherecci stranieri. Un esempio da seguire.

 

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Ami usati per la pesca col Pole and Line. © Paul Hilton / Greenpeace

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L'esca usata dai pescatori di Pole and Line. © Paul Hilton / Greenpeace

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Pescatori di Pole and Line. © Paul Hilton / Greenpeace

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Un tonnetto striato pescato a canna. © Paul Hilton / Greenpeace

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Un tonno viene issato sulla barca. © Paul Hilton / Greenpeace

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La pesca Pole and Line è un metodo selettivo di pesca al tonno. © Paul Hilton / Greenpeace

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Tonni pescati col metodo Pole and Line ammassati sul ponte di una nave. © Paul Hilton / Greenpeace

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I tonni vengono trasferiti a una vicina imbarcazione per la pesatura e lo stoccaggio. © Paul Hilton / Greenpeace

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Solo i tonni vengono pescati col metodo di pesca Pole and Line. © Paul Hilton / Greenpeace

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Il pescato viene riportato a casa utilizzando motorini o biciclette. © Paul Hilton / Greenpeace

 

È responsabilità delle aziende che inscatolano il tonno sviluppare delle politiche con precisi principi di sostenibilità, per garantire ai consumatori che il tonno utilizzato nelle loro scatolette è stato pescato solo con metodi sostenibili, come la pesca a canna.

 

PESCA A CANNA

La pesca a canna è un metodo tradizionale, utilizzato da generazioni da pescatori costieri in diverse comunità come quelle delle Isole Maldive o dell'Indonesia. Si utilizza esca viva per attirare il tonno in superficie, che viene poi pescato con una canna uno a uno. Normalmente si utilizza per pescare il tonnetto striato.


SISTEMI DI AGGREGAZIONE PER PESCI (FAD)

La maggior parte del tonnetto striato è oggi catturato con reti a circuizioni su FAD. I FAD, sono dei sistemi utilizzati per aggregare i tonni, e non solo, che possono variare da semplici zattere di bamboo a grandi piattaforme dotate di sonar e radar. Questa pesca è associata a un elevato numero di catture accessorie di squali e esemplari giovani di tonno pinna gialla e tonno obeso.


PALAMITI

I palamiti sono cavi di nylon (travi) lunghi fino a 100 chilometri con attaccate fino a 3.000 lenze più corte, che terminano con ami. Purtroppo la maggior parte dei pescherecci che pesca con palamiti non utilizza misure di mitigazione, e oltre il 20 per cento delle loro catture possono essere specie in pericolo di squali, tartarughe e uccelli marini.

 

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Esca

La pesca del tonno a canna è strettamente legata a un'altra attività di pesca: quella per le esche. È importante che quest'ultima sia monitorata e gestita in modo tale da evitare ogni impatto negativo sul mare o altre specie che dipendono da tali pesci. La disponibilità di specie esca, come le sardine, è fondamentale quando si valuta la sostenibilità della pesca a canna.

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Carburante

Il consumo di carburante dipende da molte variabili e cambia a seconda del tipo di imbarcazione, dell'area, della stagione, etc. Se i pescherecci sono moderni e pescano in modo da minimizzare il consumo di carburante, la pesca a canna può essere piuttosto efficiente. In passato molte di queste imbarcazioni erano a vela. La sostenibilità è un concetto olistico, e la pesca deve prima di tutto garantire un prelievo adeguato alle risorse e l'utilizzo di metodi sostenibili. Poi assicurare che le proprie emissioni di CO2 e altri impatti ambientali siano minimizzati.

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L'unica soluzione?

Greenpeace non sostiene solo l'utilizzo di tonnetto striato pescato a canna. Chiaramente questo tipo di pesca in termini di volumi non può soddisfare tutta la domanda di tonno esistente oggi al mondo, anche per limiti legati alla sostenibilità della pesca delle esche. Come alternativa alla sviluppo di questa pesca, Greenpeace promuove lo sviluppo di una pesca con reti a circuizione più sostenibile, che elimini l'utilizzo di FAD e altri sistemi di aggregrazione per pesci.

 




Cambiare è possibile, i più importanti supermercati inglesi si sono impegnati a vendere solo tonnetto striato (una specie di tonno che al momento non presenta segni di crisi delle risorse) pescato a canna, cosa che ha favorito lo sviluppo di flotte come quelle delle Maldive. Mentre il 100 per cento del mercato sia inglese che australiano si è impegnato ad usare solo metodi di pesca sostenibili, come la pesca a canna o con reti a circuizione senza FAD. Anche in Italia la campagna Tonno in Trappola è riuscita a far muovere i pirmi passi alle aziende del tonno: diversi marchi hanno iniziato a distribuire prodotti sostenibili con tonnetto striato pescato a canna, come AsdoMar, e Mareblu si è impegnato ad avere solo tonno sostenibile nei propri prodotti entro il 2016; Riomare prende invece solo un impegno a metà, garantendo che entro la fine dell’anno utilizzerà tonno sostenibile solo nel 45 per cento dei propri prodotti.

Quando sono i consumatori a chiederlo, insomma, le aziende si muovono. Adesso sta a noi aumentare la domanda di prodotti sostenibili sul mercato, come il tonnetto striato pescato a canna, per tutelare le risorse ittiche e i nostri mari.

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