L’agricoltura europea affronta una crisi che è contemporaneamente sociale e ambientale. Le aziende agricole – perlopiù di piccola e media scala – subiscono pressioni economiche che le costringono a ingrandirsi o a chiudere. Denunciano costi di produzione in continuo aumento, a beneficio delle multinazionali dei fertilizzanti e dei pesticidi, e il crescente potere contrattuale della grande distribuzione, delle industrie alimentari e di altri attori della filiera, che spingono verso il basso i prezzi riconosciuti ai produttori primari. Al tempo stesso, sono esposti agli impatti crescenti del collasso climatico ed ecologico. In questo contesto di sfide crescenti, la Politica agricola comune (PAC) dovrebbe rappresentare un’ancora di salvezza sia per l’agricoltura che per la natura.

La nuova analisi di Greenpeace mostra, però, che i contribuenti stanno finanziando un sistema in cui un numero molto ridotto di beneficiari incassa la quota maggiore dei sussidi pubblici, e che i fondi pubblici sostengono in prevalenza alcuni tra gli individui e le aziende più ricchi d’Europa, alcuni dei quali sono stati anche coinvolti in violazioni delle norme sociali e ambientali.

Il briefing, commissionato da Greenpeace Europa, analizza la distribuzione dei pagamenti PAC in Cechia (Repubblica Ceca), Danimarca, Germania, Italia, Paesi Bassi e Spagna per l’anno 2024.

Leggi QUI la sintesi in italiano del briefing di Greenpeace Europa “Chi si intasca la PAC?“.

Leggi QUI il briefing completo in inglese di Greenpeace Europa “Who CAPtures the ca$h?“.