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Questo blog si basa su quanto contenuto nel nostro report “Perché l’automobile non ha futuro”.

Oggi in Germania ha preso il via il Motor Show di Francoforte, il più grande al mondo. Un appuntamento durante cui le più grandi case automobilistiche si riuniscono per mettere in mostra dei veicoli così tanto lucidati che è un miracolo che vi sia rimasta ancora sopra della vernice.

Ma nonostante i marchi che si esibiscono durante questo evento siano abilissimi nel raccontarci quanto siano veloci i loro modelli nel passare da zero a cento chilometri orari, quello che difficilmente ci sentiremo spiegare è il processo per cui l’industria dell’auto sta diventando progressivamente irrilevante, dati i progressi tecnologici, le scelte dei consumatori e le politiche governative che stanno rapidamente spingendo al cambiamento questo settore.

Vuoi saperne di più? Ecco qui:

1. Cambiamenti climatici

Mentre alcune case automobilistiche si vantano di quanto siano diventati efficienti i loro modelli a benzina e diesel, la realtà dei fatti è che le loro auto contribuiscono al momento a più del 20 percento del totale delle emissioni di CO2 in diversi Paesi.  

Il comparto dei trasporti ha infatti fallito l’obiettivo di taglio di emissioni, a differenza di altri settori come l’agricoltura o la generazione di elettricità. Con la necessità sempre più urgente di contrastare i cambiamenti climatici, le case produttrici di auto non potranno continuare ancora per molto con questo tipo di business.

2. Inquinamento dell’aria

In Europa circa mezzo milione di persone muore prematuramente ogni anno a causa dell’inquinamento dell’aria. E in altre aree del Pianeta la situazione è addirittura peggiore.

Un fenomeno preoccupante, che sta catturando sempre più l’attenzione delle persone, e di cui le case automobilistiche sembrano non accorgersi, rimanendo ancorate alla produzione di auto a benzina e diesel e ignorando quanto i consumatori vorrebbero.

3. Stop alle auto a diesel e benzina

Il motor show di Francoforte arriva mentre molti governi stanno rendendo noti i propri piani di messa al bando dei veicoli a diesel e benzina. Alcune case produttrici hanno già cambiato strada, come Volvo che ha recentemente annunciato che a partire dal 2019 le sue nuove auto saranno elettriche o ibride.

 Eppure, nel frattempo, molte case automobilistiche presenti a Francoforte sono ancora ferme al motore a combustione interna. La domanda è d’obbligo: su che Pianeta vivono?

4. Dieselgate

Circa due anni fa Volkswagen è stata “beccata” a truccare i test di omologazione per le emissioni diesel. Quello che è emerso è che alcune automobili generavano valori “fino a 40 volte superiori al consentito”.

Mentre alcune aziende automobilistiche come Volvo e Jaguar Land Rover si sono impegnate a eliminare i veicoli a diesel e benzina, Volkswagen è ben lontana dal “ripulire” la propria filiera. Adesso, sullo sfondo dello scandalo Dieselgate, anche altre grandi aziende automobilistiche tedesche come BMW e Daimler sono sotto pressione affinché cambino.

5. Macchine automatiche

Ogni anno circa 1,25 milioni di persone nel mondo muoiono a causa di incidenti stradali. Questo equivale a 3400 morti al giorno.

È un problema di incolumità e salute di proporzioni sconvolgenti. Le aziende automobilistiche e i governi devono fare ancora molto per affrontare questo grave problema. Le macchine automatiche, tuttavia, cominciano a dare qualche spiraglio. Secondo alcuni report potrebbero ridurre gli incidenti fino al 90%.

I grandi big del settore automobilistico stanno quindi per proclamare i propri piani per passare alla guida automatica? Sfortunatamente, la risposta è no. Un’ulteriore prova che questo settore è fermo al passato.

6. Car sharing

In molte città europee, le generazioni più giovani sono già passate dal possedere delle proprie auto a scegliere bici e trasporti pubblici. Dato lo spostamento sempre più massiccio di persone nei centri urbani – un trend destinato a perdurare – questo potrebbe significare che un numero sempre crescente di persone comincerà a vedere l’idea di possedere un’auto come una scomodità – anche costosa – a paragone con il car sharing.

Richard Casson – campagna Clean Air Now

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