Dal 1971 Greenpeace rappresenta la voce del pianeta. Una voce per i mari, per le foreste, per le api, per la biodiversità e per il clima. Una voce che da sempre denuncia problemi ambientali e promuove soluzioni alternative verdi e di pace.

Oggi, però, questa voce è sotto attacco. Come mai prima d’ora.

Una raffica di azioni legali senza scrupoli minaccia di zittire Greenpeace per sempre. La più eclatante è quella di Energy Transfer, la gigantesca compagnia petrolifera che ha intentato una causa milionaria contro Greenpeace negli Stati Uniti e contro Greenpeace International.

Ora, quello che più temevamo è accaduto: il 28 febbraio 2026 un tribunale distrettuale del Nord Dakota ha condannato Greenpeace International e Greenpeace negli USA e a pagare 345 milioni di dollari di danni all’azienda statunitense. Ma non è ancora finita: abbiamo presentato ricorso e chiesto un nuovo processo presso il Tribunale del Nord Dakota, perché la sentenza è stata viziata da gravi errori e omissioni.

La nostra voce e quella del pianeta rischiano di spegnersi per sempre

Se Greenpeace venisse messa a tacere, chi difenderebbe gli oceani dalle estrazioni petrolifere e dallo sfruttamento minerario? Chi fermerebbe gli incendi dolosi che divorano le foreste primarie per far spazio all’agricoltura industriale? Chi denuncerebbe le tonnellate di plastica che soffocano la fauna marina? Il conto lo pagherebbero gli ecosistemi vitali e, con essi, tutte le persone che dipendono da un pianeta sano ― cioè ciascuno di noi.

Mettere a tacere Greenpeace, significa mettere a tacere il pianeta stesso e con esso la qualità della vita e della salute di tutti noi.

Senza la nostra presenza sulle navi che sorvegliano l’Artico, le trivellazioni petrolifere procederanno indisturbate. Senza i nostri ricercatori che campionano i fiumi, le sostanze tossiche come i PFAS continueranno a contaminare l’acqua che beviamo. Senza le nostre indagini che denunciano la deforestazione illegale, gli incendi ridurranno l’Amazzonia in cenere, accelerando la crisi climatica che già minaccia raccolti, economie e stabilità sociale.

Attivisti di Greenpeace Polonia appesi su un edificio srotolano uno striscione con un messaggio per Energy Transfer: “Non saremo messi a tacere”.
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La voce del pianeta è sotto attacco

Abbiamo lanciato una raccolta fondi straordinaria per continuare le nostre battaglie indipendenti sempre e solo dalla parte del pianeta e dei suoi abitanti.

È urgente agire ora: difendere i diritti fondamentali come la libertà di espressione e il diritto alla protesta pacifica non è un’opzione!

Grazie al tuo aiuto potremo continuare a:

  • Lottare contro le grandi multinazionali per la messa al bando dei pesticidi killer per le api e gli insetti impollinatori, e per un cibo sicuro: perché non c’è salute in un pianeta malato. 
  • Fare pressione sulle istituzioni per approvare in Italia una legge che vieti la costruzione di nuovi allevamenti intensivi e freni l’espansione di quelli esistenti.
  • Monitorare la contaminazione delle acque potabili da sostanze chimiche tossiche, come i PFAS, e fare pressione sulle istituzioni per ottenere un divieto nazionale all’uso e alla produzione di queste sostanze.
  • Navigare gli oceani e il Mar Mediterraneo per denunciare chi inquina e distrugge, e fare pressione sulle istituzioni per avere una rete efficace di aree marine protette: aree marine libere da ogni sfruttamento. 
  • Essere in prima linea e al fianco dei popoli indigeni nella difesa della foresta Amazzonica, documentando i crimini ambientali e denunciando le multinazionali che saccheggiano e distruggono le foreste.
  • Realizzare indagini indipendenti per denunciare aziende responsabili di crimini ambientali e che continuano ad utilizzare sostanze tossiche per produrre beni di consumo.
  • Dare voce alla protesta. Ci difendiamo dagli attacchi delle compagnie petrolifere che, con la complicità di politici negazionisti della crisi climatica, stanno cercando di fermare le nostre proteste pacifiche con cause milionarie. Non ci faremo mettere a tacere. 
Attivisti di Greenpeace stendono uno striscione su una gru da cantiere vicino alla Casa Bianca con la scritta “RESIST”

Time to Resist nasce da questa urgenza: difendere la voce del nostro pianeta

Non smetteremo mai di alzare la voce. Finché ci sarà una minaccia per il pianeta, esisterà una ragione per resistere. È tempo quindi di resistere, per esistere. Perché il silenzio non è mai stato una soluzione.