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Più mare, meno plastica!

Il mare non è una discarica: chiedi alle aziende di abbandonare l’usa e getta.

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Capodoglio spiaggiato a Palermo - @Giulia Massa

Capodoglio spiaggiato a Palermo – Foto: @Giulia Massa

Parte ufficialmente oggi il nostro tour  MAYDAY SOS Plasticacon The Blue Dream Project – associazione no profit nata con lo scopo di preservare l’ambiente marino dall’inquinamento da plastica: con loro porteremo avanti una spedizione di ricerca, monitoraggio e documentazione sull’inquinamento da plastica per rispondere all’allarme lanciato dal mare e dalle sue creature.

LE TAPPE

Il tour si concentrerà nel Mar Tirreno Centrale, area marina di particolare importanza per il patrimonio di biodiversità. La spedizione, della durata di tre settimane, toccherà sia alcune aree marine protette (Ventotene, il Regno di Nettuno-Ischia, Tavolara-Punta Coda Cavallo, Arcipelago Toscano) che zone fortemente colpite dall’inquinamento e si concluderà l’8 giugno all’Argentario, in occasione della Giornata mondiale degli Oceani.

Non nascondiamoci che l’inquinamento da plastica ha raggiunto proporzioni ormai inaccettabili nel nostro Paese. Nelle prossime settimane navigheremo per monitorare il suo impatto sugli ecosistemi marini: dalla foce dei fiumi, come Tevere e Sarno, ormai quasi autostrade dei rifiuti verso il mare, seguiremo le rotte dei cetacei, particolarmente abbondanti nell’area e sempre più colpiti dall’inquinamento da plastica, fino ai potenziali vortici di accumulo generati dalle correnti marine.

LA SITUAZIONE IN ITALIA

In occasione del lancio del nostro tour, i ricercatori del Dipartimento di Biomedicina Comparata e Alimentazione dell’Università degli Studi di Padova, hanno presentato uno studio preliminare da cui emerge che in Italia si spiaggiano in media 150-160 cetacei l’anno. Per un 30% dei soggetti le cause di morte sono direttamente legate ad attività umane, soprattutto il traffico marittimo e la pesca, ma sono in aumento le evidenze della contaminazione da plastica, che può compromettere seriamente la salute degli animali. Particolarmente sensibili specie come il capodoglio: negli ultimi dieci anni nel 33 per cento degli spiaggiamenti i cetacei sono stati ritrovati con frammenti di plastica nello stomaco e nel 4 per cento dei casi avvolti dai resti di reti abbandonate.

A confermare tali dati lo spiaggiamento di pochi giorni fa a Cefalù di un capodoglio di 7 anni con lo stomaco pieno di plastica e  il caso della femmina di capodoglio gravida spiaggiata a fine marzo a Porto Cervo con ben 22 chili di plastica nello stomaco.

I NOSTRI PARTNER

The Blue Dream Project ha messo a disposizione la propria imbarcazione (“Mahayana” – Grande Veicolo), costruita in maniera ecosostenibile secondo gli antichi dettami dei maestri d’ascia del Nord America, e alla spedizione parteciperanno ricercatori del CNR-IAS (Consiglio Nazionale delle Ricerche, Istituto per lo studio degli Impatti Antropici e Sostenibilità in ambiente marino) di Genova e dell’Università Politecnica delle Marche.