Cambiamenti climatici, pesca eccessiva, estrazioni minerarie, trivellazioni, plastica: i nostri oceani subiscono di tutto per colpa dell’avidità umana. Spesso sono proprio le zone d’Alto Mare,…

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Un corto di animazione realizzato per noi con le voci di Giorgia e Adriano Giannini dai creatori di Wallace e Gromit

Il viaggio di una famiglia di tartarughe verso casa è oggi un itinerario insidioso e pieno di pericoli, in un oceano sempre più minacciato da cambiamenti climatici, inquinamento da plastica, trivellazioni petrolifere e pesca eccessiva.

Questa è la denuncia al centro di “Tartarughe in viaggio”  il nuovo corto di animazione realizzato per noi dal pluripremiato studio Aardman, creatore tra gli altri di “Galline in fuga” e “Wallace e Gromit” e che vede, nella versione italiana, la partecipazione straordinaria della cantante Giorgia e dell’attore Adriano Giannini, doppiatori rispettivamente di mamma e papà tartaruga.

Raccontando il viaggio di una famiglia di tartarughe verso casa, il corto mostra come i nostri oceani siano in pericolo e quanto sia importante agire subito per proteggerli.

 Le tartarughe marine sono solite migrare per migliaia di chilometri attraverso i mari per spostarsi tra le spiagge dove nidificano, le aree dove si accoppiano e quelle più ricche di cibo per alimentarsi.

Lo studio “Turtles Under Threat mostra come a causa dei cambiamenti climatici le tartarughe debbano viaggiare quasi il doppio per raggiungere le aree dove si alimentano consumando una gran quantità di energia. Questo potrebbe avere impatti gravissimi sulla loro già ridotta capacità di deporre uova. Il numero di uova deposte dalle tartarughe marine sulle spiagge della Guyana francese rispetto agli anni Novanta è diminuito di circa 100 volte, con meno di 200 nidi per stagione, rispetto ai 50 mila di allora.

Un mare di pericoli per le tartarughe marine

Non solo caccia. Negli ultimi 500 anni le popolazioni di tartarughe marine si sono fortemente ridotte in un mondo sempre più minacciato dalle attività umane, in primis:

  1. cambiamenti climatici
  2. la pesca industriale
  3. l’urbanizzazione costiera
  4. l’inquinamento da plastica

Serve un Accordo Globale per proteggere gli oceani

La comunità scientifica è concorde che solo tutelando almeno il 30% della superficie marina con una rete di Santuari marini entro il 2030, possiamo permettere alla vita marina di recuperarsi e sopravvivere. Sei delle sette specie di tartarughe marine sono minacciate di estinzione e senza un’azione urgente la situazione è destinata a peggiorare.

Non possiamo più perdere tempo.

Quest’anno si concluderanno le negoziazioni alle Nazioni Unite per un Accordo Globale per gli oceani. Noi chiediamo che l’Italia, ad oggi assente dalle negoziazioni internazionali, assuma invece una posizione forte a tutela degli oceani.

I nostri oceani hanno bisogno di un Accordo Globale, firmato da tutti i governi del mondo, che metta le basi di una reale protezione degli oceani.

Sono felice di dar voce a una tartaruga grazie a Greenpeace – ha dichiarato Giorgia, doppiatrice di mamma tartaruga- La casa è quanto di più prezioso abbiamo, uno spazio sicuro per noi e la nostra famiglia. Eppure la stiamo togliendo a tartarughe, balene, pinguini e tanti altri animali. Se non agiamo ora, rischiamo di causare danni irreversibili ai nostri oceani e di perdere alcune specie per sempre. Spero che questo corto faccia prendere coscienza a sempre più persone dei danni che stiamo causando al mare“.