© CHRISTOPH BOGNER / Greenpeace

Il 9 gennaio 2026 la Presidente Giorgia Meloni ha annunciato il “Piano italiano italiano per l’Artico”.

La Premier ha definito l’area “particolarmente strategica”, sottolineando la volontà di preservarla come zona di pace: peccato, però, che abbia anche menzionato l’intenzione di favorire gli investimenti delle aziende italiane in questa zona.

Come se non bastasse, a questo quadro preoccupante si aggiungono le recenti dichiarazioni di Donald Trump, sempre più interessato alla Groenlandia: un asset strategico da “acquistare” per le sue terre rare e per la sua posizione militare.

La Groenlandia è parte di un ecosistema, l’Artico, che non appartiene a una singola nazione e che deve essere considerato patrimonio dell’umanità intera. Non possiamo permettere che un territorio così prezioso per il pianeta venga messo in pericolo in nome del profitto!

Chiedi con noi al Governo di proteggere l’Artico e la Groenlandia: l’Italia deve ratificare subito il Trattato Globale sugli oceani!

Le minacce per l’Artico

Molte compagnie minerarie stanno cercando di dipingere l’estrattivismo in Groenlandia come “necessario per la transizione verde”. Ma non esiste nulla di verde nel distruggere la biodiversità artica per alimentare un modello di consumo insostenibile.

Nonostante alcune moratorie, nel 2026 la spinta per l’estrazione mineraria nei fondali marini artici rimane una minaccia concreta. Le macchine mangia-fango potrebbero distruggere specie non ancora scoperte e creare danni incalcolabili a ecosistemi troppo preziosi per il pianeta.

© Roie Galitz / Greenpeace

Ratificare il Trattato globale sugli Oceani è la chiave per proteggere l’Artico!

Per difendere davvero l’Artico e tutti i mari del mondo, abbiamo bisogno di raggiungere l’obiettivo 30×30: proteggere il 30% degli oceani mondiali entro il 2030.

Il Trattato Globale sugli Oceani è lo strumento giuridico che permetterà di istituire aree protette anche in alto mare, dove nessuno ora interviene a tutela degli ecosistemi.

Il Trattato ha finalmente raggiunto le 60 ratifiche necessarie ed entrerà ufficialmente in vigore il 17 gennaio 2026. Tuttavia, c’è un’ombra: l’Italia è ancora fuori. Nonostante le promesse fatte durante la presidenza del G7, il nostro Paese l’ha ancora ratificato.

Mentre superpotenze come gli USA di Trump o la Russia guardano all’Artico con mire estrattive, l’Italia rischia di restare ai margini del processo decisionale che scriverà le regole per la difesa dei mari.

Aiutarci a spingere l’Italia a ratificare il Trattato Globale sugli Oceani per proteggere l’Artico! 

© Jonne Sippola / Greenpeace

Da sempre noi di Greenpeace abbiamo agito in difesa dell’Artico e lo faremo anche stavolta

Per oltre un decennio, Greenpeace ha combattuto con la campagna “Save the Arctic” per fermare chi vedeva nello scioglimento dei ghiacci solo una nuova opportunità di profitto.

Dalle spettacolari azioni contro le piattaforme di Cairn Energy al largo delle coste groenlandesi, fino alla storica performance di Ludovico Einaudi tra i ghiacci delle Svalbard, il nostro obiettivo è sempre stato chiaro: creare un Santuario Globale.

Senza dimenticare la vicenda degli Arctic 30 del 2013, quando trenta tra attivisti e attiviste e membri dell’equipaggio della nostra nave Arctic Sunrise furono arrestati dalle autorità russe con l’accusa di pirateria e teppismo, dopo una protesta pacifica contro la piattaforma petrolifera Prirazlomnaya. 

Hanno provato a fermarci, ma non ci sono riusciti. E i risultati ottenuti sono stati eccezionali. Colossi come Shell e BP hanno abbandonato i loro piani di perforazione nell’Artico. In Groenlandia, nel 2021, il governo di Nuuk ha ufficialmente sospeso ogni nuova licenza per l’esplorazione petrolifera. E proprio a dicembre 2025 la Norvegia ha fatto marcia indietro sulle estrazioni minerarie sottomarine nell’Artico fino al 2029!

Chiedi con noi al Governo di ratificare il Trattato Globale sugli oceani, prima che l’Artico diventi preda di multinazionali senza scrupoli! 

© Pedro Armestre / Greenpeace

Dobbiamo agire subito!

Il 17 gennaio 2026 sarà una data storica per il nostro pianeta: è il giorno in cui il Trattato Globale sugli Oceani entrerà ufficialmente in vigore, diventando legge internazionale vincolante. 

Ma il mondo farà un passo avanti senza l’Italia, perché il nostro Governo non ha ancora ratificato il Trattato. Il nostro Paese ha scelto di non contare niente mentre si scrivono le regole per proteggere i mari, ma noi non ci arrendiamo!

Chiediamo al Governo italiano di:

  1. Ratificare subito il Trattato Globale sugli Oceani
  2. Istituire dei Santuari marini una volta attivo il Trattato: l’Artico centrale deve essere tra le prime Aree Marine Protette istituite ufficialmente
  3. Dire no alle mire estrattive: bisogna fermare ogni tentativo di trasformare la Groenlandia in una miniera a cielo aperto o in una enorme base petrolifera

Il successo del Trattato Globale sugli Oceani è la nostra arma migliore: se riusciremo a trasformare le acque internazionali intorno al Polo Nord in un Santuario Globale, nessuna trivella e nessuna miniera potrà toccare il cuore dell’Artico.

Chiedi insieme a noi al Governo di proteggere gli oceani e accelerare la ratifica del Trattato!

Diventa parte del movimento che sta cambiando la storia degli oceani.