
La Giornata Mondiale degli Animali negli Allevamenti ci offre l’opportunità di accendere i riflettori sulla vita degli animali allevati e su un sistema che ha moltissime implicazioni: non solo sul benessere animale, ma anche su ambiente e salute.
Esistono molti modi per celebrare questa Giornata: uno di questi è comprendere quali sono le conseguenze degli allevamenti intensivi e quali sono le soluzioni per mettere fine a questo sistema ingiusto e inquinante.
Basta allevamenti intensivi!
Chiedi insieme a noi al Governo di bloccare la costruzione di nuovi allevamenti intensivi e avviare la conversione ecologica di quelli esistenti.

Milioni di animali in un sistema di sfruttamento
Gli allevamenti intensivi sono un metodo concepito per massimizzare la produzione riducendo i costi per le aziende. Questo approccio industriale porta allo sfruttamento di milioni di animali: solo in Italia, ogni anno, si allevano 8 milioni e mezzo di suini, 5,4 milioni di bovini e oltre 500 milioni di avicoli. Animali, questi, che vivono in condizioni terribili: spazi ristretti, con pochissima luce, spesso in condizioni igieniche precarie.

Un problema per ambiente e salute
Gli allevamenti intensivi hanno anche un impatto ambientale devastante. In Italia sono responsabili di oltre due terzi delle emissioni di ammoniaca e rappresentano la seconda causa di formazione di polveri fini, che ogni anno causano oltre 45.000 morti premature.
La Pianura Padana è diventata il centro di questo grave inquinamento: non sorprende, visto che la Lombardia – da sola – ospita il 48% dei suini e il 26% dei bovini nazionali. E non è tutto. Il 40% dei Comuni lombardi si trova in zone segnate da una grave contaminazione da nitrati: si tratta dei composti azotati più solubili che provengono dalle deiezioni animali e che, accumulandosi, possono contaminare le falde acquifere e gli ecosistemi. Proprio a causa di questa contaminazione da nitrati, l’Italia è sotto procedura d’infrazione UE e rischia il deferimento davanti alla Corte di Giustizia.
Stop allevamenti intensivi!
Chiedi con noi di trasformare questo sistema per ridurne gli impatti ambientali

Il conto arriva anche alla collettività
E poi c’è il risvolto economico. Il sistema degli allevamenti intensivi è foraggiato da ingenti fondi pubblici che finiscono nelle casse di una minoranza di grandi aziende: significa che, inevitabilmente, i piccoli allevamenti scompaiono sotto il peso di una concorrenza impari, con allevatori sempre più in difficoltà perché il loro reddito si riduce sempre di più.
Altri milioni di fondi pubblici vengono usati per tamponare altri problemi, come i risarcimenti e i costi di abbattimento e di smaltimento degli animali quando negli allevamenti si verificano epidemie come l’aviaria. Il sovraffollamento degli animali tipico degli allevamenti intensivi favorisce il propagarsi dei virus: e quando le epidemie prendono piede, gli abbattimenti degli animali sono inevitabili.
Cosa succede a quel punto? Che sono i fondi pubblici per la sanità a coprire i costi di abbattimento e smaltimento degli animali. E quegli stessi fondi rimborsano le aziende in base al valore di mercato degli animali abbattuti. Un meccanismo che porta ogni anno a una spesa di milioni di euro che non risolvono il problema, che spesso si ripresenta mesi dopo nello stesso impianto, in un ciclo malato.
Stop allevamenti intensivi!
Aiutaci a rendere questo modello più sostenibile per l’ambiente, gli animali e la salute delle persone

Intanto, c’è chi sta provando a cambiare il sistema
Di fronte a un sistema che presenta conseguenze così pesanti per gli animali, l’ambiente e le comunità che vivono accanto agli allevamenti, la domanda è inevitabile: si può cambiare rotta? La risposta che arriva dalla Danimarca va proprio in questa direzione.
Il Paese ha appena introdotto un blocco di 12 mesi all’apertura di nuovi allevamenti intensivi di suini e all’espansione di quelli esistenti, in attesa di definire delle regole per una produzione più sostenibile.
Una decisione che arriva dopo anni di mobilitazione da parte di comunità locali e associazioni ambientaliste che da tempo denunciano non solo le terribili condizioni di vita degli animali ma anche i gravi problemi di inquinamento causati dagli allevamenti intensivi: dall’acqua potabile contaminata dai residui di pesticidi usati per coltivare i mangimi destinati agli animali fino agli spargimenti di letame nei campi intorno agli allevamenti, che rilasciano nitrati nelle falde acquifere.
Stop allevamenti intensivi!
Chiedi delle misure concrete anche in Italia per bloccare l’espansione di queste fabbriche di carne

Anche noi vogliamo andare “Oltre gli allevamenti intensivi”: perché la nostra proposta di legge è ancora bloccata?
Per cambiare il sistema degli allevamenti intensivi servono misure concrete: sono quelle che abbiamo avanzato nella nostra proposta di legge “Oltre gli allevamenti intensivi” che abbiamo presentato insieme a WWF Italia, ISDE – Medici per l’ambiente, Lipu, Terra! e Lipu.
Ecco cosa vogliamo ottenere:
- fermare l’espansione degli allevamenti intensivi, soprattutto nei territori più inquinati
- ridurre il numero di animali allevati in Italia
- avviare una transizione ecologica degli allevamenti intensivi esistenti
- sostenere le piccole aziende agricole
- tutelare i diritti delle lavoratrici e dei lavoratori del comparto
- garantire cibo sano e di qualità a prezzi accessibili per i consumatori
La nostra proposta di legge, sostenuta da 23 parlamentari di cinque forze politiche e decine di realtà sociali, è stata depositata il 6 marzo 2024 ed è tuttora ferma in Commissione Agricoltura. Quanto ancora dobbiamo aspettare perché il nostro Governo agisca per il bene del pianeta, degli animali e della salute delle persone?
Se anche tu vuoi cambiare il sistema degli allevamenti intensivi unisciti a noi e chiedi che questa proposta venga finalmente discussa: è il momento che il nostro Paese faccia un passo concreto verso un modello più sostenibile per gli animali, l’ambiente e la salute delle persone.
Basta allevamenti intensivi!
Sostieni anche tu la nostra proposta di legge: chiedi insieme a noi di bloccare la costruzione di nuovi allevamenti intensivi e avviare la conversione ecologica di quelli esistenti.


