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Olio di Palma, basta promesse!

Ettari di foreste vengono distrutte per piantare palma da olio.

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Il 22 gennaio 2019, la Corte statunitense del Distretto Nord della California ha emesso una sentenza storica che respinge tutte le accuse di frode, corruzione e violazione della “Racketeer Influenced and Corrupt Organizations Act” (legge RICO) mosse dalla società canadese Resolute Forest Products contro Greenpeace, Stand.earth e cinque singoli attivisti.

La legge RICO venne promulgata da Nixon nel 1970 per combattere il crimine organizzato di stampo mafioso. Appellandosi a questa legge, Resolute ha paragonato Greenpeace a un’organizzazione mafiosa.

Nel 2017, più di 100 autori di tutto il mondo avevano firmato l’appello di Greenpeace per la libertà d’espressione e la difesa delle foreste. Tra questi diversi scrittori italiani, come Erri De Luca, Roberto Saviano, Susanna Tamaro e il fumettista Zero Calcare.

La decisione della Corte ha stabilito quindi un importante precedente che tutela la libertà d’espressione e scoraggia l’uso della legge RICO contro l’attivismo e le organizzazioni della società civile.

La Corte del Distretto Nord della California ha anche rigettato 267 delle 269 accuse di diffamazione mosse da Resolute contro Greenpeace. La causa legale quindi non è ancora conclusa e ne ripercorriamo qui le tappe fondamentali.

  • Cos’è accaduto finora

Resolute Forest Products è la principale società canadese del settore del legno e della carta. In varie occasioni Greenpeace e altre organizzazioni hanno denunciato come questa società gestisse in maniera non sostenibile aree della Foresta Boreale canadese, violando i diritti delle popolazioni indigene che la abitano da sempre e devastando l’habitat della fauna endemica, come il caribù, specie considerata in via d’estinzione. Resolute ha quindi cercato di zittire Greenpeace e le altre organizzazioni che combattono per la difesa della Foresta Boreale a suon di cause legali milionarie.

Il 23 maggio 2013 Resolute Forest Products ha fatto causa per diffamazione a Greenpeace Canada presso la Corte Superiore dell’Ontario (Canada), chiedendo un risarcimento di 7 milioni di dollari canadesi.

Il 31 maggio 2016 Resolute ha intentato un’altra causa legale, stavolta per 300 milioni di dollari canadesi, contro Greenpeace International, Greenpeace USA e un’altra Organizzazione della Società Civile, Stand.earth. Resolute ha presentato denuncia per diffamazione e violazione  della RICO presso la Corte Distrettuale della Georgia del Sud (Stati Uniti).

Il 9 marzo 2017 la Corte d’Appello dell’Ontario (Canada) ha definito “scandalose e vessatorie” le accuse mosse da Resolute nei confronti di Greenpeace Canada.

Il 16 maggio 2017 la Corte statunitense del Distretto della Georgia del Sud (Stati Uniti) ha stabilito il trasferimento della causa Resolute contro Greenpeace nel Distretto Nord della California, dal momento che Resolute non è riuscita a dimostrare perché il caso si sarebbe dovuto discutere in Georgia. La scelta di Resolute di portare la causa davanti al Tribunale della Georgia, sede giudiziaria che riteneva favorevole, altro non era che  “forum shopping”: da che mondo è mondo, infatti, scegliere opportunisticamente in quale Stato intentare una causa è una caratteristica determinante delle cause legali che hanno l’obiettivo di intimidire.

Il 18 ottobre, 2017 la Corte statunitense del Distretto Nord della California ha respinto le accuse che Resolute Forest Product aveva mosso nel maggio 2016 contro Greenpeace International, Greenpeace USA Stand.earth e 5 attivisti. La Corte aveva inoltre ordinato alla compagnia di pagare le spese legali degli imputati.

Tuttavia, tre settimane dopo Resolute ha presentato presso la stessa Corte statunitense una versione “riconfezionata” delle stesse infondate accuse.

  • Cos’è una “Strategic Lawsuit Against Public Participation” (SLAPP)

Cause come quelle che Resolute sta conducendo contro Greenpeace vengono denominate Strategic Lawsuit Against Public Participation (cause strategiche contro la pubblica partecipazione). Si tratta di cause civili che, seppur spesso basate su accuse infondate, hanno come obiettivo quello di disincentivare la protesta pubblica, colpendo le tasche delle parti chiamate in causa. Si tratta cioè di uno stratagemma che potrebbe creare un precedente molto grave per soffocare sul nascere critiche e proteste.