In azione alla Regione Lazio | Greenpeace Italia
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In azione alla Regione Lazio

News - 30 maggio, 2018
I nostri attivisti hanno aperto un enorme striscione con il volto di Nicola Zingaretti, coperto da una maschera antismog. Non possiamo più aspettare: abbiamo il diritto di respirare aria pulita!

I nostri attivisti hanno scalato il palazzo della Regione Lazio, a Roma, calandosi poi lungo una parete dell’edificio sulla quale hanno aperto un enorme striscione con il volto di Nicola Zingaretti, coperto da una maschera antismog e accompagnato dalla scritta “Aria pulita ora”! 

L'immagine sul banner è opera dello street artist Tvboy, famoso per le sue opere di street art tra cui il murales del bacio tra Di Maio e Salvini.

Con questa azione, abbiamo voluto denunciare il mancato adeguamento del “Piano di Risanamento per la Qualità dell’Aria” regionale alla normativa in vigore. Un piano adottato oltre otto anni fa sulla base di una normativa già vecchia. Un piano che non tutela nessuno.

Tutto è cominciato lo scorso 19 febbraio, quando abbiamo inviato una lettera di diffida alla Regione Lazio con la richiesta di adottare un “Piano di Risanamento per la Qualità dell’Aria che individuasse le misure necessarie a riportare i livelli di inquinamento atmosferico al di sotto dei valori di legge nel più breve tempo possibile.

Avevamo dato 60 giorni di tempo alla Regione Lazio per avviare l’adeguamento del Piano. Abbiamo aspettato l’esito delle elezioni, che hanno confermato la presidenza di Zingaretti, abbiamo aspettato per oltre tre mesi, ma La Regione non ha risposto in modo adeguato alla diffida. 

Arrivati a questo punto, ci rivolgeremo ai giudici per tutelare il diritto dei cittadini a respirare aria pulita! 



A Roma le soglie legali per il biossido di azoto (un inquinante tipico della mobilità diesel che in Italia è causa di oltre 17mila morti premature l’anno) sono superate anche del 50%. 

La serie storica dei rilevamenti di ARPA Lazio rivela che la capitale ha livelli di inquinamento da NO2 inferiori, di pochissimo, solo a quelli di Torino, e spesso più alti di quelli di Milano.

Non va meglio con il PM10 nel frusinate, e in particolare nella Valle del Sacco: in dodici anni di vita della normativa su questo inquinante, i valori limite giornalieri sono stati superati puntualmente, anno dopo anno, fin quasi tre volte il numero consentito.

Praticamente una “piccola Pianura Padana” nel centro Italia e una qualità dell’aria tra le peggiori in Europa.



In molte città europee è già in corso una grande rivoluzione urbana, grazie ad investimenti coraggiosi e politiche inteligenti per sviluppare la mobilità alternativa e liberare i cittadini dalla morsa dello smog.
Mettiamo in movimento anche le nostre città: FIRMA LA PETIZIONE!