Il nucleare e il lavoro

Pagina - 16 dicembre, 2010
A parte la fase di costruzione, gli addetti a un reattore sono circa trecento. L’eolico a parità di energia prodotta occupa quattro volte di più. Il solare dieci volte di più.

A. Il nucleare occupa a regime poche centinaia di persone

L’occupazione indotta dal nucleare si concentra nella fase di costruzione, che mediamente dura otto anni. A regime, una centrale occupa circa trecento addetti. Se si traduce l’occupazione indotta (in termini di persone per anno) rispetto all’elettricità prodotta nel ciclo di vita (assumendo che la centrale funzioni per quarant’anni e considerando anche la fase di costruzione), si hanno 75 anni-persona per miliardo di kWh (TWh): un valore tra i più bassi del comparto energetico.

B. Le rinnovabili generano molti più posti di lavoro

Secondo le analisi correnti, infatti, le fonti rinnovabili occupano molte più persone per unità di energia prodotta. Per produrre un TWh il mini-idroelettrico ha un impatto occupazionale di 120 anni-persona, l’eolico 918, biomasse legnose 1.000 e il solare fotovoltaico 1.383 (stime ISES riportate nel rapporto ISES-Greenpeace, Generazione eolica e solare)

Un’analisi generale dell’impatto occupazionale delle fonti rinnovabili e dell’efficienza è stato elaborato da Greenpeace nel rapporto Working for the climate (2009) di cui è disponibile una sintesi in italiano.

Per approfondire

Rapporto ISES-Greenpeace - Generazione eolica e solare

Rapporto Working for the Climate
Rapporto Working for the Climate - sintesi in italiano

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