Il mare non è una discarica: chiedi alle aziende di abbandonare l’usa e getta.

Partecipa

Anche quest’anno issiamo le vele e torniamo a navigare per verificare lo stato di salute del nostro mare, specialmente dopo il lockdown, per documentare la sua enorme biodiversità e studiare come stia soffrendo l’impatto dei cambiamenti climatici.

Abbiamo fatto uno sforzo straordinario per tornare a navigare il prima possibile, rispettando tutte le precauzioni e le misure che l’emergenza sanitaria impone, perché sappiamo che non c’è tempo da perdere: dobbiamo vincere la battaglia della plastica monouso e quella invisibile della microplastica che inquina il più grande ecosistema del Pianeta!

Due settimane con un team di ricercatori e un unico obiettivo: difendere il mare!

Giovedì 16 luglio partiremo dal Porto Santo Stefano in Provincia di Grosseto e navigheremo per due settimane nel Mar Tirreno centro settentrionale con la barca a vela Bamboo, messa a disposizione dalla Fondazione Exodus di Don Mazzi. L’obiettivo? Portare avanti una spedizione di ricerca, monitoraggio e documentazione, per capire lo stato di salute dei nostri mari e delle specie marine che abitano i nostri fondali.

Seguiremo le rotte dei cetacei, fino all’area interessata dalla presenza delle balle di rifiuti in plastica dispersi da cinque anni nei fondali marini del Santuario dei Cetacei per rispondere all’allarme lanciato dal mare e dalle sue creature.

Dolphins as seen from the Greenpeace ship Rainbow Warrior while in Sicily for the Italian leg of the United for Climate European ship tour.

Il tour toccherà aree marine protette (Cinque Terre, Portofino) e zone fortemente colpite dall’inquinamento da plastica, incluse le foci dei fiumi, come Tevere e Arno, ormai delle vere e proprie autostrade di rifiuti verso il mare. Navigheremo nelle acque del Santuario dei Cetacei per vedere come stanno questi meravigliosi mammiferi, anche loro minacciati da un virus. E torneremo in località toccate dal tour effettuato nella primavera 2019, per verificare l’evoluzione della situazione dopo il lockdown.

Con noi ci sarà un team di ricercatori dell’Istituto per lo studio degli impatti antropici e sostenibilità in ambiente marino (Ias) del Consiglio Nazionale delle Ricerche di Genova, del DiSVA (Dipartimento di Scienze della Vita e dell’Ambiente) dell’Università Politecnica delle Marche specializzati nello studio delle microplastiche, esperti di flora e fauna marina costiera del DiSTAV (Dipartimento di Scienze della Terra dell’Ambiente e della Vita) dell’Università degli Studi di Genova e ricercatori dell’Istituto Tethys, esperti di cetacei.

Come sta il mare?

Il nostro Pianeta, e in particolare il nostro mare, soffre dell’inquinamento da plastica e dei cambiamenti climatici. Il tour ci servirà per raccogliere dati scientifici e informazioni su come l’aumento delle temperature marine stia colpendo le specie che abitano i nostri fondali e capire come sta il mare dopo il lockdown, se l’inquinamento da plastica e microplastica è aumentato o diminuito, complice il crescente uso di dispositivi di protezione individuale e plastica monouso.

Ci interessa sapere come sta oggi il più grande ecosistema del Pianeta: siamo pronti a salpare per scoprirlo!

Greenpeace diver at Pier 4, Island of Santo Stefano, Ventotene.