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Proteggi l’Antartide

Facciamo la storia: creiamo la più grande area marina protetta del mondo.

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La pesca industriale sottrae cibo ai pinguini e alle balene!

Abbiamo analizzato gli ultimi cinque anni di pesca industriale al krill in Antartide e ora possiamo dirlo: questa attività, finalizzata soprattutto a produrre integratori di Omega 3 e mangimi per l’acquacoltura, sta saccheggiando le riserve di questo piccolo gamberetto nei mari del Polo Sud. Il krill ha infatti un ruolo chiave nelle reti alimentari antartiche, essendo il cibo per animali come le balene azzurre e i pinguini di Adelia.

Krill, Euphausia superba, represent a critical component of the Antarctic food web, providing food for fish, whales, seals, penguins, albatross and other seabirds, as well as marine invertebrates.Greenpeace is on a three-month expedition to the Antarctic to carry out scientific research, including seafloor submarine dives, to highlight the urgent need for the creation of a 1.8 million square kilometre Antarctic Ocean Sanctuary. Key findings from the footage and samples gathered from the submarine dives will be shared with the Antarctic Ocean Commission (CCAMLR) to establish localised protections as well as to strengthen this and other upcoming proposals for marine protection in the Antarctic.

La pesca a questa specie in una delle aree più incontaminate del Pianeta è in rapida crescita. Sebbene venga presentata come una delle attività di pesca meglio gestite al mondo, il nostro rapporto “License to Krill” rivela uno scenario molto diverso.

 

I dati relativi al tracciamento dei pescherecci che pescano krill suggeriscono che alcuni tra questi si sono ancorati nei pressi di aree protette, a dispetto dei potenziali impatti sulla fauna e sui fondali. L’attività documentata dai tracciati suggerisce inoltre l’esistenza di attività di pesca rischiose, come il trasbordo delle catture (transhipment) a enormi navi frigorifero che hanno un lungo record di violazioni: da carenze nella sicurezza a bordo a standard inaccettabili di protezione ambientale per gli sversamenti di reflui e oli.

 February 27th, 2018. Antarctic Peninsula, Greenpeace expedition to promote the formation of an Antarctic protected area with the MY Arctic Sunrise.Krill fishing vessels in the vicinity of Trinity Island.Photo by Daniel Beltrá for Greenpeace

Insomma, l’industria della pesca al krill in Antartide si presenta con una faccia pulita, ma la realtà è diversa, alquanto torbida: la pesca avviene nei pressi delle aree di alimentazione di balene, pinguini e altri animali a rischio. È una lotta all’ultimo sangue per il cibo con specie che vivono in un’area incontaminata ma soggetta a pericolosi mutamenti. Come se non bastasse i cambiamenti climatici stanno infatti riducendo il krill, la fauna antartica non dovrebbe dunque competere direttamente con la pesca a strascico, utile solo a consentire di produrre pillole e mangimi che si vendono dall’altra parte del mondo.

Stiamo chiedendo che la pesca al krill sia immediatamente fermata nelle aree in cui la Commissione per l’Oceano Antartico sta valutando la creazione di Aree Protette.

Aiutaci a fare la storia: già oltre un milione di persone ha già firmato la nostra petizione per chiedere di creare al Polo Sud l’area protetta più grande del mondo.