L’organizzazione ambientalista annuncia oggi il vincitore della settima edizione del premio “Greenpeace Italia” per i documentari a tema ambientale presentati al SiciliAmbiente Festival, che si è appena concluso a San Vito Lo Capo.
A essere premiato è stato il documentario “Une vie en rose – Lipstick on a Pig” per la capacità di raccontare l’altra faccia dell’allevamento industriale: un sistema che si presenta come efficiente e sostenibile, ma che scarica i propri costi su animali, persone, territori ed ecosistemi.
«Premiare questo documentario significa riconoscere un’opera che contribuisce a smascherare le contraddizioni dell’allevamento intensivo e a riportare al centro del dibattito pubblico la necessità di una trasformazione profonda del sistema alimentare, a tutela del clima, della biodiversità, della salute e della giustizia ambientale», si legge nelle motivazioni del premio di Greenpeace Italia, che denuncia da tempo gli impatti di questo modello produttivo ingiusto.
Il film ha il merito di non isolare il problema, ma di inserirlo dentro una riflessione più ampia sul potere dell’agroindustria, sulle false narrazioni di sostenibilità e sul greenwashing della carne. Per Greenpeace Italia, “Lipstick on a Pig” rende visibili i costi nascosti di un sistema produttivo che prova a rendersi accettabile senza mettere davvero in discussione le proprie responsabilità.
Nella cornice di SiciliAmbiente, festival internazionale che fin dal 2009 propone pellicole e momenti di dibattito legati ai temi ambientali, alla sostenibilità e ai diritti umani, Alessandro Giannì, responsabile delle Relazioni Istituzionali e Scientifiche di Greenpeace Italia, insieme ad Aurora Notarianni, legale delle associazioni contro il Ponte sullo Stretto, ha inoltre tenuto un panel in cui ha raccontato il progetto “Aggiungiamo bellezza al mare”: un appello a tutela dello Stretto di Messina, uno degli ecosistemi marini più straordinari e fragili del Mediterraneo, oggi minacciato dal progetto del Ponte sullo Stretto.


