I nostri consigli

Ogni volta che acquistiamo un prodotto stiamo esercitando il nostro potere di influenzare il mercato. Di fronte a un'opzione poco sostenibile, c'è quasi sempre un'alternativa…

Partecipa
Un sondaggio condotto da SWG per Greenpeace, su un campione di 1.000 italiani, uomini e donne tra i 20 e 45 anni, relativo alle abitudini degli italiani nell’acquisto di capi di abbigliamento, rivela che un italiano su due dichiara di possedere più capi di abbigliamento di quanti ne abbia realmente bisogno. Nel nostro guardaroba sono presenti abiti mai utilizzati o addirittura ancora provvisti di etichetta.

Leggi i risultati del sondaggio

Combattere la noia e lo stress o aumentare l’autostima sono per più della metà degli italiani – secondo la ricerca – le cause principali dell’acquisto eccessivo di capi di abbigliamento. Tuttavia gli intervistati dichiarano che il senso di euforia e soddisfazione post-shopping ha una durata limitata che si esaurisce in circa due giorni dopo l’acquisto.

L’industria della moda è trai settori produttivi più inquinanti al mondo e, oltre all’uso di sostanze chimiche pericolose – di cui Greenpeace chiede l’eliminazione dal 2011 con la campagna Detox – il settore tessile negli ultimi anni ha aumentato l’impiego di fibre sintetiche come il poliestere che, oltre ad emettere molta più anidride carbonica nel proprio ciclo di vita rispetto ad alcune fibre naturali, rende estremamente difficile e complicato il riciclo dei
capi di abbigliamento a fine vita.

Leggi i risultati del sondaggio

Leggi il commento della professoressa Donata Francescato