I Popoli Indigeni sono i veri guardiani delle foreste, lo diciamo spesso e oggi vogliamo darvi una bella notizia che riguarda la battaglia del Popolo Karipuna per proteggere le loro terre, nell’Amazzonia brasiliana.

Gli Indigeni Karipuna vivono nel nord dello stato di Rondônia, in Brasile, in un’area di foresta di circa 150 mila ettari che il governo brasiliano ha riconosciuto essere esclusivamente di loro proprietà già nel 1998. Nonostante ciò, hanno sempre dovuto lottare contro le costanti invasioni di sicari dell’industria del legname e di aziende che vorrebbero trarre profitto dalla distruzione della foresta, anche a costo di agire illegalmente e persino uccidere chi vorrebbe proteggerla.

Tra agosto 2017 e luglio 2018, nelle terre dei Karipuna è stato raggiunto un picco di deforestazione preoccupante, che ha comportato numerose invasioni e la perdita di 1.400 ettari di foresta. Per porre fine a questa devastazione, i Karipuna deciso di collaborare con Greenpeace e con il Consiglio Indigeno Missionario (CIMI). In questi anni, insieme, abbiamo denunciato la deforestazione illegale avvenuta nelle loro terre e chiesto alle autorità di intervenire tempestivamente. Il lavoro congiunto ha funzionato: la polizia è intervenuta per fermare le invasioni, sequestrare il materiale utilizzato per distruggere la foresta e arrestare i responsabili.

Greenpeace monitors deforested areas in the Karipuna Indigenous Land, registered in overflights in September, 2020.

Cosa significa?

Secondo una recente analisi di immagini satellitari effettuata da Greenpeace Brasile, tra tra agosto 2019 e luglio 2020 nell’area in cui vivono i Karipuna sono stati distrutti solo 532 ettari di foresta: il 49,1% in meno rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.

Questa notizia arriva in un momento in cui i tassi di deforestazione continuano ad aumentare drammaticamente in tutta l’Amazzonia brasiliana e dimostra che supportare i Popoli Indigeni nel monitoraggio della foresta così come nel perseguire azioni legali contro l’accaparramento di terre è un metodo efficace per proteggere le foreste.

Invece di cercare di nascondere la verità sulla distruzione dell’Amazzonia e di altri biomi di grande importanza importanza per il Pianeta (come il Pantanal e il Cerrado), il governo Bolsonaro dovrebbe adempiere al suo dovere costituzionale e proteggere le terre indigene da coloro che continuano a minacciare le foreste e chi le abita.

Vorresti fare qualcosa in prima persona per fermare la deforestazione?

Fino al 10 Dicembre 2020 i cittadini europei possono partecipare alla consultazione pubblica per chiedere una legge che impedisca la circolazione nell’Ue di qualsiasi tipo di prodotto legato alla deforestazione, al degrado delle foreste, alla distruzione di altri ecosistemi e alle violazioni dei diritti umani. Partecipa anche tu cliccando QUI!

Deforested area on the edge of the Karipuna Indigenous Land, in the Amazon, registered in overflights in September 2020
Non mangiarti le foreste!

L’80% della deforestazione del mondo è causata dalla produzione intensiva di materie prime, soprattutto agricole: praticamente, cibo che divora le foreste. Soia, olio di palma, cacao, carne, avocado, sono i responsabili di una distruzione senza precedenti. Stiamo decimando le foreste per far posto all’agricoltura massiva e industriale. Un milione di specie è a rischio di estinzione. Se vogliamo salvare il clima e la biodiversità, dobbiamo salvare le foreste.

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