
Proteggere i raccolti è importante, certo. Ma cosa succede quando il rimedio diventa parte del problema?
L’uso dei pesticidi è diventato parte integrante dell’agricoltura moderna e il motivo è semplice: aiutano a proteggere le colture da parassiti, erbe infestanti e malattie causate da funghi e altri patogeni.
Uno scopo nobile, a prima vista. Ma c’è un problema.
Una volta rilasciati nell’ambiente, i pesticidi possono migrare nel suolo, nell’acqua e nell’aria, mettendo a rischio gli ecosistemi e la biodiversità. E non è tutto: possono diventare un pericolo anche per gli esseri umani.
Ma cosa sono esattamente i pesticidi? Perché vengono usati in modo così diffuso e quali sono i loro effetti su ambiente, api e persone? Scopriamolo.
Stop pesticidi!
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INDICE
- Che cosa sono i pesticidi e perché vengono usati
- Perché i pesticidi danneggiano l’ambiente
- Perché i pesticidi sono pericolosi per le api
- Gli effetti dei pesticidi sulla nostra salute
- Pesticidi nelle fragole italiane: la nostra indagine
- Agricoltura agroecologica e biologica: la chiave per un futuro senza pesticidi
Che cosa sono i pesticidi e perché vengono usati
Dalla primavera all’autunno, è frequente vedere enormi veicoli nei campi che irrorano pesticidi sulle coltivazioni. Questo perché l’agricoltura più comunemente praticata, cioè quella intensiva, da una parte cerca di massimizzare il più possibile la resa, dall’altra si trova a dover far fronte a malattie o infezioni di parassiti, che la riducono. È così che, per prevenire le perdite di raccolto, le aziende agricole convenzionali irrorano i loro campi con pesticidi chimici e sintetici.
Tra i principali tipi di pesticidi impiegati in agricoltura troviamo:
- erbicidi, usati contro le cosiddette erbacce infestanti
- insetticidi, usati contro parassiti come afidi, coleotteri, acari e bruchi
- fungicidi usati per combattere le infezioni fungine

Perché i pesticidi danneggiano l’ambiente
La maggior parte dei pesticidi ha tre obiettivi principali: gli insetti, le malattie che danneggiano le colture e le erbe infestanti. Il loro uso è diventato una pratica agricola standard, ma gli impatti su ambiente e fauna selvatica sono enormi.
I pesticidi colpiscono anche gli insetti utili
I pesticidi non fanno distinzioni. Oltre a colpire le “erbacce” e gli insetti che dannosi per i raccolti, queste sostanze tossiche hanno effetti anche sulle altre piante e sugli altri insetti con cui entrano in contatto. Inoltre, i pesticidi non distinguono tra insetti nocivi e insetti “utili”. Di conseguenza, uccidono anche gli insetti che, ad esempio, si nutrono dei veri parassiti o fungono da impollinatori. Se gli insetti alleati dell’agricoltura muoiono, può verificarsi una rapida ripopolazione da parte di insetti dannosi, il che porta a nuovi trattamenti con pesticidi: un circolo vizioso che aumenta inutilmente la quantità di pesticidi utilizzati. Per non parlare del disastro legato alla riduzione delle popolazioni di insetti impollinatori. 1
Più pesticidi, più problemi
L’uso continuativo di pesticidi, a lungo andare, può rendere insetti ed erbe infestanti resistenti ai loro principi attivi: di conseguenza, i prodotti possono perdere di efficacia nel giro di pochi anni. Per evitarlo, gli agricoltori sono spesso costretti a usare più prodotti contemporaneamente e questo ha delle conseguenze non solo sull’ambiente, ma anche sugli alimenti che mangiamo2. Nel cibo infatti si accumulano veri e propri “cocktail di pesticidi” (il cosiddetto multiresiduo), i cui effetti sulla salute umana sono sempre più discussi: un numero crescente di studi, ad esempio, evidenzia che i mix di sostanze potrebbero causare problemi di infertilità.
I pesticidi si diffondono ben oltre i campi
I pesticidi non rimangono fermi nel luogo in cui vengono usati. Anche quando gli agricoltori scelgono le condizioni meteorologiche più favorevoli per l’irrorazione, le sostanze chimiche possono essere trasportate dal vento e dalla pioggia, disperdendosi nell’ambiente, ben oltre i confini dei campi. Molti principi attivi inoltre si degradano in altre sostanze tossiche, che possono rimanere anche per decenni nel suolo e nelle acque3.
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Perché i pesticidi sono pericolosi per le api
L’uso eccessivo di pesticidi chimici rappresenta una delle principali minacce per le api e gli insetti impollinatori. I pesticidi, infatti, vengono applicati alle piante per aumentarne la crescita ed eliminare i parassiti dannosi: gli impollinatori finiscono così per assorbire le sostanze tossiche attraverso il nettare e il polline delle piante, con gravi conseguenze tra cui perdita dell’orientamento e danni all’apprendimento e al sistema immunitario.
La minaccia dei neonicotinoidi
Tra le sostanze più pericolose per le api ci sono loro, i neonicotinoidi: sostanze introdotte per la prima volta a metà degli anni Novanta come sostituti “meno invasivi” di sostanze più datate e dannose. Da allora il loro utilizzo è aumentato così rapidamente che sono diventati la categoria di insetticidi più diffusa al mondo, per la maggior parte usati per la concia delle sementi4.
Dalla metà degli anni Duemila, tuttavia, numerosi studi hanno sollevato preoccupazioni sull’effetto negativo che queste sostanze potrebbero avere su organismi non bersaglio. In particolare, i neonicotinoidi sono stati associati a fenomeni di avvelenamento di massa delle api ed è stato dimostrato che hanno pesanti effetti negativi sul benessere di api e bombi5.
Nel 2018, grazie anche all’impegno e alla mobilitazione di migliaia di persone sostenute da Greenpeace, l’Unione Europea ha approvato il bando permanente di tre insetticidi neonicotinoidi dannosi per le api: l’imidacloprid e il clothianidin della Bayer e il tiamethoxam della Syngenta. Ma l’attenzione resta alta perché tuttora è ancora consentito l’uso di altri neonicotinoidi come acetamiprid, thiacloprid, sulfoxaflor e flupyradifurone, e di altre sostanze neurotossiche quali cipermetrina, deltametrina e clorpirifos. Tutti insetticidi potenzialmente pericolosi per le api e gli altri insetti impollinatori6.

Glifosato: quali sono i rischi?
Un altro nemico delle api è lui, il glifosato: l’erbicida più usato in Europa e al mondo.
Brevettato negli anni Settanta da Monsanto e oggi commercializzato da aziende come la Bayer, Il glifosato viene usato per eliminare le piante indesiderate in agricoltura e non solo: è impiegato su seminativi, frutteti e orti, nonché per il diserbo di strade e ferrovie.
Gli effetti sulle api, però, sono devastanti. Secondo diversi studi questo erbicida può interagire con il loro microbiota intestinale, rendendole più vulnerabili alle malattie, inoltre può influire sul loro sistema nervoso e sulla riproduzione.
E i suoi rischi non si fermano qui. Gli effetti del glifosato si estendono a tutto l’ambiente circostante, compresa la fauna selvatica: uccelli, anfibi, insetti e lombrichi. Inoltre nel 2015 l’Agenzia internazionale per la ricerca sul cancro (IARC) ha classificato il glifosato come «probabilmente cancerogeno per gli esseri umani».
Malgrado le evidenze scientifiche, però, nel 2023 l’uso del glifosato è stato autorizzato per altri 10 anni.
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Gli effetti dei pesticidi sulla nostra salute
I pesticidi non sono un veleno solo per gli ecosistemi e la biodiversità: rappresentano un pericolo anche per le persone.
Queste sostanze infatti possono causare danni sia acuti che cronici agli esseri umani. Ad esempio possono interferire con la divisione cellulare, favorire lo sviluppo del cancro, alterare il patrimonio genetico, compromettere il sistema immunitario, quello endocrino e scatenare allergie. Questo li rende particolarmente pericolosi per lo sviluppo, quindi per i bambini, anche quando l’esposizione avviene durante la in gravidanza7.
Studi come quelli pubblicati ad esempio dalla National Library of Medicine dimostrano inoltre che possono contribuire allo sviluppo di disturbi neurologici e cognitivi, del morbo di Parkinson, dell’Alzheimer, di disturbi al sistema riproduttivo e di alcune forme di cancro8.
Inoltre, il problema è solo la singola sostanza che finisce nel cibo che mangiamo. L’uso combinato di più pesticidi è frequente e fa sì che nel nostro cibo ci finiscano veri e propri “cocktail” di sostanze combinate: il cosiddetto “multiresiduo”, che sempre più studi collegano a problemi di infertilità.

Pesticidi nelle fragole italiane: la nostra indagine
In un quadro come questo, già di per sé allarmante, come se la cava l’Italia? Quanto è contaminato il cibo che mangiamo?
Per vederci più chiaro, insieme al network PAN Europe abbiamo svolto delle analisi su 41 campioni di fragole provenienti da 11 Paesi europei, tra cui proprio l’Italia.
In 4 dei cinque i campioni italiani analizzati abbiamo trovato residui di pesticidi, mentre il campione da agricoltura biologica ne è risultato privo.
Nello specifico, abbiamo trovato:
- Interferenti endocrini (trovati in 3 campioni italiani su 5)
- PFAS (trovati in 3 campioni italiani su 5)
- Sostanze neurotossiche (trovate in 2 campioni italiani su 5)
- Sostanze del gruppo “Candidate for substitution”(trovate in 3 campioni italiani su 5). Si tratta di sostanze che a causa della loro elevata tossicità sono state inserite dall’Unione europea tra quelle che devono essere sostituite con alternative non chimiche o con sostanze chimiche meno tossiche.
Le singole sostanze che abbiamo trovato nelle fragole sono a norma di legge, ma c’è un problema. La normativa attuale stabilisce limiti sui singoli pesticidi ma non sulla presenza di più pesticidi contemporaneamente.
In poche parole, significa che ingeriamo mix di pesticidi che, come sempre più studi sembrano confermare, possono creare gravi problemi tra cui l’infertilità.
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L’agricoltura agroecologica e biologica sono la chiave per un futuro senza pesticidi
Non è fantascienza: l’agricoltura biologica e agroecologica sono già una realtà che produce storie di successo.
Si tratta di un complesso di pratiche che, mantenendo un’elevata biodiversità senza l’uso di pesticidi chimici o fertilizzanti di sintesi, migliorano il controllo dei parassiti, prevengono la presenza di malattie e di piante infestanti, e aumentano la resilienza complessiva degli ecosistemi9.
L’agroecologico e il biologico rafforzano le difese naturali delle colture
L’agricoltura agroecologica e biologica rafforzano la naturale resistenza delle piante a malattie e parassiti attraverso la selezione consapevole di luoghi e varietà, la rotazione delle colture e una serie di altre misure.
Quando determinate piante crescono una accanto all’altra in una coltura mista, possono ostacolare naturalmente la diffusione dei parassiti. Inoltre, se il terreno viene coperto con colture di copertura durante tutto l’anno, è meno probabile che crescano le erbacce.
Più biodiversità, più insetti impollinatori
Nell’agricoltura agroecologica e biologica le erbe selvatiche vengono lasciate fiorire ai margini dei campi, creando un ambiente ideale per api, bombi e altri insetti impollinatori, la cui opera di impollinazione è essenziale per la sopravvivenza delle nostre coltivazioni.
Queste misure inoltre hanno benefici anche sulla gestione di molti parassiti dannosi come gli afidi: l’agricoltura biologica infatti non danneggia i loro predatori naturali come crisope e sirfidi, riducendo ulteriormente la necessità di usare pesticidi.10

Ridurre i pesticidi è una scelta che riguarda il bene di tutti
Continuare a dipendere dai pesticidi chimici di sintesi non è l’unica strada possibile.
Esistono già alternative capaci di produrre cibo tutelando la salute delle persone, delle api e degli ecosistemi. Per renderle la norma, però, servono decisioni politiche coraggiose e regole più efficaci.
Per questo chiediamo alle istituzioni di vietare i pesticidi più pericolosi per la salute umana e la biodiversità, introdurre norme che valutino anche gli effetti combinati dei residui di pesticidi negli alimenti, fermare l’indebolimento delle normative sui pesticidi e sostenere un modello agricolo che riduca drasticamente la dipendenza dalle sostanze chimiche di sintesi.
Dobbiamo fissare obiettivi ambiziosi, urgenti e vincolanti: solo così potremo fermare l’inquinamento da pesticidi e costruire un’agricoltura che protegga la natura invece di danneggiarla.
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Fonti:
- Our Poisoned Land (Report Greenpeace) ↩︎
- Pestizide – Gefahr für Bienen, Mensch und Umwelt (Greenpeace Germania) ↩︎
- Our Poisoned Land (Report Greenpeace) ↩︎
- Our Poisoned Land (Report Greenpeace) ↩︎
- Our Poisoned Land (Report Greenpeace) ↩︎
- Salviamo le api e gli impollinatori dai pesticidi ↩︎
- Pestizide – Gefahr für Bienen, Mensch und Umwelt (Greenpeace Germania) ↩︎
- Potential developmental neurotoxicity of pesticides used in Europe ↩︎
- Rischi ambientali degli insetticidi neonicotinoidi (Report Greenpeace Italia) ↩︎
- Pestizide – Gefahr für Bienen, Mensch und Umwelt (Greenpeace Germania) ↩︎

