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Fumo nel villaggio di Katyuzhanka, a 80 km a sud dalla zona di esclusione. Foto per gentile concessione di Magicrush Lorien.

Una vasta area di incendi boschivi sta bruciando da settimane i territori ucraini contaminati nella zona di esclusione attorno alla centrale nucleare di Chernobyl: la situazione – che sembrava essere “rientrata” nei giorni scorsi grazie alle piogge – a partire dalla notte tra il 16 e il 17 aprile è tornata ad essere allarmante. Secondo i dati riportati dai colleghi di Greenpeace Russia, ci sono tre nuovi incendi. Attualmente l’area interessata dagli incendi in Ucraina all’interno della zona di esclusione della centrale è pari a 57mila ettari, circa il 22% dell’area nel suo complesso. 

Gli incendi boschivi più drammatici però si stanno verificando al di fuori di questa zona, nei distretti di Ovruch e Narodich, nella regione ucraina di Zhytomyr: il più vicino si trova a 10 chilometri dalla zona di esclusione. Secondo quanto riportato da Greenpeace Russia sulla base di immagini satellitari, potrebbero essere proprio questi incendi ad aver provocato un notevole fumo nella capitale Kiev e nei suoi dintorni

La situazione potrebbe peggiorare, dal momento che nei prossimi giorni non sono previste precipitazioni che possano aiutare i vigili del fuoco. 

Secondo il dipartimento di risposta alle emergenze dell’Ucraina, le radiazioni nella regione di Kiev sono “nei limiti della norma”, ma gli esperti di Greenpeace Russia fanno notare che, in condizioni di smog, qualsiasi ulteriore esposizione per inalazione di aria con un alto contenuto di radionuclidi può aumentare il rischio di cancro e di altre patologie. Una situazione che diventa particolarmente rischiosa data la sua concomitanza con la pandemia di coronavirus.