Quello che mangiamo oggi determina il mondo di domani: non mettiamo il Pianeta nel piatto!

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Una nuova indagine della nostra Unità Investigativa in Lombardia, una delle regioni italiane con più capi allevati, rivela le ombre di un sistema malato. In Lombardia vengono allevati circa il 50 per cento dei suini e il 25 per cento dei bovini del nostro Paese. Tanti animali significano tanti liquami, deiezioni che stanno mettendo a rischio di inquinamento il territorio.

Un comune lombardo su dieci non riesce a rispettare i limiti di carichi di azoto, fissati per legge, derivanti dai reflui degli allevamenti. Eppure l’Europa continua a finanziare questi allevamenti intensivi mentre le piccole aziende che producono in modo ecologico scompaiono in silenzio.

La stessa Regione, alla fine dello scorso anno, ha diffuso una relazione tecnica con una mappa puntellata di rosso: ben evidenziati i 168 comuni dove nel 2018 si è superato il limite legale annuo di azoto per ettaro. La nostra Unità Investigativa ha confrontato questa relazione tecnica con il database dei finanziamenti europei per l’agricoltura (PAC). Dal confronto è emerso che nei comuni lombardi “fuorilegge” arriva quasi la metà dei soldi pubblici europei destinati alla regione per la zootecnia, ossia ben 120 milioni di euro.

Pensiamo solitamente al letame come a una risorsa, distribuito nei campi come fertilizzante. Eppure, dobbiamo immaginarci ogni campo agricolo come una vasca da bagno: infatti, ogni terreno può assorbire un dato quantitativo di deiezioni animali, oltre il quale è come se strabordasse. Ed è proprio quando l’accumulo è eccessivo, che gli effluenti zootecnici possono diventare un pericolo per l’ambiente e per la salute. 

Leggi la nostra inchiesta “FONDI PUBBLICI IN PASTO AI MAIALI”, con mappe e numeri di una storia che ha dell’incredibile!