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Glifosato: l'Italia voterà NO!

News - 17 ottobre, 2017
Il ministro della Salute ha raggiunto i nostri attivisti confermando che l’Italia si opporrà al rinnovo dell’autorizzazione al glifosato il prossimo 25 ottobre, quando i Paesi Ue saranno chiamati a votare.

Lo stanno chiedendo oltre 1,3 milioni di europei - più di 70 mila solo in Italia – che hanno firmato in meno di cinque mesi, l'Iniziativa dei cittadini europei (ECI) per vietare il glifosato, assicurare che le valutazioni scientifiche dei pesticidi per l'autorizzazione in Ue si basino esclusivamente su studi pubblicati, e per proteggere persone e l'ambiente dai pesticidi tossici.

È l'ECI sottoscritta più rapidamente in assoluto da quando l'Ue ha introdotto questo strumento nel 2012, promossa in Italia da una coalizione composta da oltre 45 associazioni.

Finalmente, ora, arriva la conferma, l’Italia si opporrà al rinnovo dell’autorizzazione del glifosato.

I nostri attivisti sono andati direttamente al Ministero della Salute per chiedere di ufficializzare la posizione italiana al Ministro Beatrice Lorenzin, offrendo anche un simbolico “aperitivo al glifosato”, con contorno di striscione con la scritta “La salute non è in vendita, Stop glifosato”, e due attivisti vestiti con tuta protettiva, maschera antigas ed erogatore di pesticidi a spalla, hanno simulato l’irrorazione con il glifosato dell’ingresso, del piazzale antistante il Ministero. 

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Durante la manifestazione il ministro della Salute ha raggiunto gli attivisti confermando che l’Italia si opporrà al rinnovo dell’autorizzazione al glifosato il prossimo 25 ottobre, quando i Paesi Ue saranno chiamati a votare.

Dopo le rivelazioni che stanno emergendo grazie ai cosiddetti “Monsanto Papers” e lo scandalo del “copia-incolla” - ovvero parti del rapporto dell’Autorità europea per la sicurezza alimentare (EFSA) che ha valutato i rischi dell’uso del glifosato sono stati copiati dalla richiesta di rinnovo dell’autorizzazione di Monsanto - nessuno può affermare con certezza che il glifosato è sicuro



Per questo motivo è importante istruire un'inchiesta per verificare l’esistenza di eventuali indebite influenze da parte di Monsanto o di altri produttori di glifosato sulle valutazioni che collegano il glifosato con il cancro negli esseri umani.

Inoltre, la valutazione in discussione in sede europea riguarda, solo il principio attivo, non le formulazioni che vengono effettivamente commercializzate, per le quali nessuno sta verificando i rischi. Nella sua valutazione del 2015, l’EFSA ha riferito che non è possibile escludere effetti avversi dei formulati a base di glifosato. Eppure si vuole delegare questa valutazione ai singoli Paesi membri, che dovrebbero in autonomia valutarne il rischio e garantire la sicurezza.  

Finalmente, quindi, la posizione del governo italiano è chiara e inequivocabile. Autorizzare per altri dieci anni una sostanza che sta già inquinando il nostro ambiente ed è classificata come probabilmente cancerogena per l’uomo sarebbe stato un gesto irresponsabile. Adesso tocca agli altri Paesi europei esprimersi con altrettanta fermezza per tutelare la salute e l’ambiente.