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#Agricoltura #Cibo #Clima #Consumi #Salute Ferma gli Allevamenti Intensivi

Quello che mangiamo oggi determina il mondo di domani: non mettiamo il Pianeta nel piatto!

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Questa mattina abbiamo deciso di colorare di verde, con un liquido a base di acqua, l’ingresso della sede del Parlamento europeo a Bruxelles: un gesto creativo per denunciare il greenwashing dei politici che, al suo interno, stanno definendo gli ultimi accordi sulla Politica Agricola Comune (PAC)

Due climber hanno hanno raggiunto la piattaforma sopra la porta principale e hanno aperto uno striscione con la scritta “Stop Greenwashing European Farming“. 

In queste ore si sta svolgendo il “trilogo” sulla PAC, nel corso del quale rappresentanti dei governi dei Paesi Ue, del Parlamento europeo e della Commissione europea concluderanno i negoziati sulla politica agricola che l’Unione europea adotterà per i prossimi sette anni. 

Nonostante le critiche all’attuale PAC arrivate da oltre 3.600 scienziati, da una ricerca dello stesso Parlamento europeo e dalla Corte dei Conti Europea, gli impatti negativi della PAC sull’ambiente, sul clima e sulla la b pubblica rimarranno invariati se sarà confermato l’attuale testo e se ogni Stato non adotterà Piani Strategici Nazionali (PSN) molto più ambiziosi dal punto di vista ambientale e sociale.

Anche se la maggior parte delle forze politiche, in Europa come in Italia, sta cercando di presentare questa riforma come una svolta green, è solo una pennellata di verde: questa PAC continua a finanziare con fondi pubblici il sistema dell’agricoltura industriale e degli allevamenti intensivi, che minaccia il clima e la nostra salute. 

La sovrapproduzione di carne e latticini è una delle principali cause della distruzione delle foreste e della perdita di biodiversità: si abbattono le foreste per fare spazio a nuove colture per produrre mangimi, e ciò aumenta il rischio di entrare in contatto con nuovi virus che dagli animali potrebbero passare agli esseri umani.

Serve cambiare radicalmente il nostro sistema di produzione di cibo, a cominciare da una drastica riduzione di produzione e consumo dei prodotti di origine animale. 

Al governo italiano chiediamo di esprimersi in questo senso nell’ambito del Consiglio europeo e stilare un Piano Strategico Nazionale sulla PAC che punti su meno quantità e maggiore qualità, anche nell’interesse di tutte quelle piccole aziende agricole che rischiano di chiudere, ma anche i parlamentari europei possono ancora fare la loro parte: se respingessero l’attuale proposta potrebbe esserci  spazio per una PAC davvero “nuova” e “verde”. Nei prossimi mesi, inoltre, i governi dell’Unione dovranno presentare alla Commissione europea i rispettivi piani strategici nazionali per ottenere l’approvazione. Riusciranno ad avere obiettivi ambiziosi per il Pianeta?