#Agricoltura #Biodiversità #Cibo #Consumi #Foreste

Non mangiarti le foreste!

L’80% della deforestazione del mondo è causata dalla produzione intensiva di materie prime, soprattutto agricole: praticamente, cibo che divora le foreste. Soia, olio di palma,…

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Greenpeace Indonesia Forest Fire Prevention (FFP) Team extinguish the fires at plantation and forest in Tanjung Taruna, Sub-district Jabiren Raya, District Pulang Pisau, Central Kalimantan, Indonesia.

Il nuovo rapporto del Gruppo Intergovernativo sui Cambiamenti Climatici (IPCC) – il braccio scientifico delle Nazioni Unite – descrive come lo sfruttamento eccessivo del suolo, delle foreste e di altri biomi come praterie e zone umide, causi problemi sociali e ambientali.

Ad essere messo sotto la lente d’ingrandimento è il modo in cui produciamo il nostro cibo: l’agricoltura industriale si è espansa in tutto il Pianeta a un ritmo serratissimo, divorando le foreste e altre aree naturali per lasciare spazio alla produzione indiscriminata di materie prime agricole (soia, olio di palma, cacao…) e carne a basso costo.

Se vogliamo mantenere in salute sia il nostro corpo che il nostro Pianeta, oltre a prestare più attenzione a ciò che mangiamo, dobbiamo prenderci cura delle foreste e del suolo. Ecco quattro buoni motivi per farlo:

  1. Combattere i cambiamenti climatici

Il sistema alimentare, con le variazioni d’uso del suolo collegate all’agricoltura intensiva, è responsabile di un quarto di tutte le emissioni di gas serra che contribuiscono al cambiamento climatico e di circa l’80 per cento della deforestazione globale è causata della produzione agricola industriale. Di contro, secondo le Nazioni Unite, le foreste catturano circa un terzo dell’anidride carbonica rilasciata ogni anno a causa della combustione di gas, petrolio e carbone.

Come se non bastasse, sfruttare ogni anno gli stessi terreni utilizzando massicce quantità di prodotti fitosanitari (erbicidi, insetticidi, fertilizzanti) sta causando danni considerevoli alla fertilità del suolo. Secondo la FAO, un terzo delle terre coltivabili sul Pianeta è gravemente degradato e ogni anno perdiamo 24 miliardi di tonnellate di terra fertile. Chiaramente, ciò avrà conseguenze sulla nostra capacità di produrre cibo.

Ridurre la quantità di carne e latticini che produciamo e consumiamo ridurrà la quantità di foreste convertite in terreni agricoli. Parallelamente, adottare un approccio agricolo più sostenibile ed ecologico, oltre a ridurre la pressione sulle foreste, manterrà la fertilità del suolo. 

Se vogliamo evitare l’aumento delle temperature oltre il grado e mezzo, dobbiamo esigere che ciò che resta delle foreste venga protetto. Dobbiamo inoltre ripristinare le foreste che non sono state danneggiare irreversibilmente, piantando alberi autoctoni ed evitando false soluzioni come la riforestazione mascherata da piantagioni di alberi sfruttabili a fini commerciali.

Some Dayak’s tribesmen try to hug a giant tree inside Ngkulunk customary forest in Setawar village, Sekadau, SekadauHulu, West Kalimantan.

  1. Assicurare la sopravvivenza dei popoli indigeni

Secondo le Nazioni Unite, 300 milioni di persone in tutto il mondo vivono nelle foreste e 1,6 miliardi dipendono da loro per il proprio sostentamento.

In tutto il mondo, i diritti delle Popolazioni Indigene vengono violati in nome di uno sviluppo che ha un unico criterio: il profitto economico. I Popoli Indigeni sono soggetti a intimidazioni, violenze e persino omicidi perchè sono in prima linea per la difesa delle foreste e si trovano, spesso soli, ad affrontare aziende e governi senza scrupoli.

Nonostante rappresentino meno del 5% della popolazione mondiale, i Popoli Indigeni sono stati in grado di proteggere e conservare le foreste e la biodiversità in modo ineguagliabile: nel mondo, le terre che appartengono ai Popoli Indigeni coincidono con oltre un terzo di tutte le aree naturali rimaste intatte.

Il rispetto dei diritti dei Popoli Indigeni e la loro inclusione nella gestione forestale è fondamentale per garantire che le foreste rimangano in salute e siano gestite correttamente.

Bees and flowers at Costales Nature Farms in Majayjay, Laguna province.

  1. Proteggere piante, animali, insetti

Non è un certo un segreto che le foreste sono l’habitat di una grande varietà di piante, animali e insetti, molti dei quali non sono ancora stati studiati o addirittura scoperti dagli scienziati. 

Con la conversione dei paesaggi naturali in terreni agricoli, questa ricchezza viene sacrificata e sostituita da enormi aree dominate da poche varietà: le monocolture prendono il posto di alberi e sottobosco, il bestiame sostituisce gli animali selvatici e i prodotti fitosanitari sterminano insetti preziosi come le api – un terzo del nostro cibo dipende direttamente dall’impollinazione degli insetti

Come rivelato dal Gruppo intergovernativo per la Biodiversità e i Servizi Ecosistemici delle Nazioni Unite lo scorso maggio, sono un milione le specie che si trovano ad affrontare l’estinzione a causa dell’attività umana. Per evitarlo, è necessaria una riforma radicale dell’industria agricola, che punti su pratiche ecologiche e sostenibili. 

A family eating variety of plant based food at home.

  1. Vivere più a lungo e più sani 

Secondo la FAO, nel mondo, una persona su nove soffre la fame perché non ha abbastanza cibo. Eppure, circa il 26 per cento della superficie terrestre è stata convertita in pascoli per animali destinati al macello e a livello mondiale circa un miliardo di tonnellate di cereali viene utilizzato annualmente come mangime. Con questa stessa quantità di cereali potremmo nutrire 3,5 miliardi di persone, contribuendo a migliorare l’equilibrio tra ecosistemi naturali (come le foreste) e terreni per la produzione agricola. Inoltre, consumare meno carne e preferire pasti ricchi di verdure e di proteine di origine vegetale riduce il rischio di malattie cardiache e di cancro, fa vivere più a lungo e più sani.