Agricoltura e cambiamenti climatici

Pagina - 2011-01-31
Agricoltura e cambiamenti climatici

L'agricoltura è una delle cause dei cambiamenti climatici

L'emissione dei gas a effetto serra e i cambiamenti climatici sono spesso associati nella nostra mente a scarichi industriali, ai nostri viaggi in auto, e alla nostra politica energetica.

Si conosce poco il fatto che anche l'agricoltura contribuisce ai cambiamenti climatici, ed è responsabile del 14% delle emissioni mondiali di gas serra.

Queste emissioni sono dovute proncipalmente a due gas, meno conosciuti rispetto alla CO2:

- il metano, emesso dai ruminanti, ma anche da certe tecniche usate in risicoltura;

- il protossido d'azoto, legato all'uso di fertilizzanti azotati.

A queste emissioni, potremmo poi aggiungere quelle legate alla deforestazione, dal momento che spesso è motivata dalla conversione di foreste in terreni agricoli. La deforestazione è all'origine del 20% delle emissioni mondiali di gas serra. Agricoltura e deforestazione sono quindi responsabili di un terzo delle emissioni globali di gas serra. L'adozione di tecniche agricole differenti e la lotta alla deforestazione, sono dunque indispensabili per ridurre le emissioni, oltre all'adozione di adeguate politiche energetiche.

L'agricoltura, una delle vittime dei cambiamenti climatici

Questi cambiamenti sono tanto più necessari visto che l'agricoltura sarà una delle principali vittime dei cambiamenti climatici a venire, se l'aumento medio delle temperature non si manterrà al di sotto dei 2°C entro il 2100.

In questo caso assisteremo al moltiplicarsi di fenomeni estremi quali:

- ondate di calore, siccità e desertificazione

- salinizzazione delle terre

- variazioni imprevedibili delle precipitazioni

- riduzione delle riserve d'acqua in certi luoghi, inondazioni in altre regioni

- sviluppo di parassiti e malattie.

Questi fenomeni porterebbero ad una diminuzione delle risorse agricole, particolarmente marcata in America Latina e in Africa.

In generale, i più colpiti dalle conseguenze dei cambiamenti climatici, saranno i più poveri e più  dipendenti dalle fluttuazioni dei prezzi delle materie prime. L'ingiustizia climatica rafforzerà le disuguaglianze a livello economico e sociale.

Quali sono le soluzioni?

Si può iniziare riducendo le emissioni di gas serra del settore agricolo. Passando necessariamente da una diminuzione del consumo di carne a livello mondiale (e quindi dell'allevamento dei bovini), al miglioramento delle tecniche di coltivazione del riso per sommersione e un minor ricorso ai fertilizzanti azotati. Così facendo, si ridurrebbero alla fonte le emissioni di metano e protossido d'azoto già menzionate.

In generale, dobbiamo abbandonare un'agricoltura industriale che danneggia l'ambiente e promuovere un'agricoltura sostenibile, che salvaguardi la biodiversità.

E' un dato di fatto. Più alto è il numero di specie differenti o di varietà presenti in un campo o in un ecosistema, maggiore è la probabilità che almeno alcune di esse possano far fronte ai mutamenti climatici.

Si comprende meglio perchè Greenpeace rifiuta gli OGM in campo agricoltura. Da un lato sono parte di una logica produttivista, fortemente emettitrice di gas serra. Dall'altro rappresentano una minaccia per la biodiversità. In altre parole, gli OGM aggravano il problema e danneggiano la soluzione.

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