Regolamenti europei

Pagina - 29 novembre, 2010
Etichettatura: regolamenti europei

Dal 18 aprile 2004 sono in vigore i nuovi regolamenti europei sull’etichettatura di alimenti e mangimi geneticamente modificati e sulla tracciabilità degli OGM. Ciò ha comportato cambiamenti sostanziali delle regole e delle pratiche:

1. Tutti i prodotti contenenti o derivati da un ingrediente che contiene più dello 0,9% di OGM devono essere etichettati con la dicitura “questo prodotto contiene OGM” oppure “questo prodotto deriva da OGM”.

2. L’etichettatura è richiesta anche per i prodotti in cui il Dna (o proteine specifiche) degli OGM non può più essere identificato nel prodotto finale (è il caso di oli vegetali, amidi, zuccheri, ecc., finora esclusi dall’obbligo di etichettatura).

3. Anche mangimi e additivi devono essere etichettati (prima non c'era nessuna norma per il settore mangimistico).

I pro e i contro

Seppure rappresentano le misure più rigide sull’etichettatura degli OGM su scala mondiale, i nuovi regolamenti europei sono ancora lacunosi su alcuni aspetti. Vediamo più nel dettaglio i pro e i contro:

Pro. Soglia dello 0,9% per ogni ingrediente

La soglia massima - definita come “presenza accidentale o tecnicamente inevitabile”, sotto la quale non vi è alcun obbligo di etichettatura - ha subito una modifica più di forma che di sostanza: è passata dall’1% allo 0,9%. Tale soglia fa riferimento a ogni singolo ingrediente usato nel prodotto e non alla massa o volume totale. Questo significa, per fare un esempio, che se la lecitina di soia contenuta in una tavoletta di cioccolato deriva da materia prima transgenica per più dello 0,9% dovrà essere etichettata anche se la lecitina è solo l’1% del totale degli ingredienti. Importante: questa soglia è applicabile soltanto a quei produttori che possono dimostrare di aver adottato tutte  le possibili misure per evitare tale contaminazione.

Pro. Controllo del processo

Prima di questi regolamenti, non dovevano essere etichettati quei prodotti contenenti ingredienti di provenienza transgenica nei quali, a seguito del processo di lavorazione, non erano più rintracciabili Dna o proteine transgeniche (come ad esempio oli, amido o glucosio), anche se provenienti al 100% da materie prime transgeniche. Grazie alle pressioni dei consumatori, volte a una maggiore trasparenza e informazione, con le norme attuali non è più così e anche questi prodotti devono essere etichettati se derivanti da materie prime transgeniche.

Pro. Mangimi, transgenici o no?

Si stima che circa il 90% degli OGM importati in Europa siano utilizzati nella mangimistica animale e nella produzione di oli e amidi. Grazie ai nuovi regolamenti, si è cominciato a porre rimedio all’assoluta mancanza di regole in questo settore per ciò che riguarda l’utilizzo di OGM: i mangimi devono essere etichettati rispettando la stessa soglia degli ingredienti alimentari, 0,9%.

Contro. Senza etichetta i prodotti derivati da animali nutriti con OGM.

I prodotti derivati da animali nutriti con OGM tuttora non sono soggetti all’obbligo di etichettatura. Parliamo di uova, carne, latticini, per i quali i produttori non sono obbligati a specificare in etichetta se gli animali dai quali provengono sono stati nutriti o meno con OGM.

Greenpeace ha consegnato alla Commissione europea una petizione con oltre un milione di firme raccolte in tutta Europa per chiedere l’etichettatura obbligatoria dei prodotti derivati da animali nutriti con OGM.

Contro. OGM non autorizzati

Altro punto dolente delle nuove regole riguarda la tolleranza, fino a un massimo dello 0,5%, concessa per quegli OGM non ancora autorizzati che arrivano comunque sul mercato europeo. Tale soglia scadrà automaticamente dopo 3 anni; a partire dalla scadenza, è tolleranza zero per gli OGM non autorizzati.

Tracciabilità
Secondo quanto specificato dalla Commissione europea: “La tracciabilità è definita come la capacità di tracciare gli Ogm e i prodotti ottenuti dagli Ogm a ogni livello della loro commercializzazione attraverso la catena di produzione e trasformazione, semplificandone il controllo e dando la possibilità di ritirare il prodotto se necessario. L’obbligo di tracciabilità ha lo scopo di facilitare un’accurata etichettatura del prodotto finale e di fornire i mezzi per ispezioni e controlli in caso di reclami sull’etichettatura. E’ una diretta conseguenza delle richieste dei consumatori che hanno chiaramente affermato che vogliono – e hanno il diritto – di fare scelte informate. Questa proposta pone obblighi a tutti i livelli della catena distributiva di fornire informazioni”.

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