Impatti ambientali

Pagina - 2010-11-22
Più inquinamento, meno biodiversità.

A Jocotitlan, in Messico, attivisti di Greenpeace hanno tracciato un enorme NO per protestare contro la Monsanto, il colosso del biotech.

Contrariamente a quanto promesso all'opinione pubblica da governi e aziende, l'ingegneria genetica non riduce l'uso di erbicidi dannosi. In realtà, le stesse aziende stanno aumentando la loro capacità di produrre erbicidi e chiedono, e ottengono, permessi per l'innalzamento dei livelli ammissibili di residui di questi prodotti negli alimenti OGM.

Non è un caso che la maggior parte della ricerca sviluppata dalle aziende dell'ingegneria genetica si è finora focalizzata sull'ottenimento di piante resistenti agli erbicidi prodotti dalle stesse industrie. Ad esempio, la soia manipolata della Monsanto resiste a dosi massicce di Roundup, un erbicida prodotto dalla Monsanto stessa. In generale, una coltivazione di piante OGM di questo tipo può essere trattata con l’erbicida a dosi molto forti, tali da uccidere le piante infestanti: sopravviverà soltanto la pianta OGM che ne è resistente. Che poi essa possa contenere dosi più o meno elevate di veleni chimici, che ci sia maggior inquinamento del suolo e delle acque sotterranee è un fatto che non preoccupa l’industria chimica.

In aggiunta, queste pratiche stanno creando generazioni di erbe infestanti resistenti all'erbicida stesso, come le piante OGM.

Nel caso degli OGM che producono insetticidi (come il MON 810 approvato in Europa, ma vietato in Italia), lo schema è lo stesso. Gli insetti possono sviluppare una resistenza agli insetticidi a forza di esserne esposti per lunghi periodi. Inoltre, questi insetticidi possono danneggiare insetti "non-target", come farfalle o coccinelle, utili nella lotta biologica.

Il caso del super parassita OGM (2008)
Il rapporto "Pericoli ambientali delle colture Bt resistenti agli insetti" (2004)

E le barriere fra le specie?

Creare OGM, non è come incrociare rose per ottenerne una più bella. Non seguono la stessa logica legata agli incroci, utilizzata da generazioni di agricoltori e botanici. Creare un OGM significa prendere un gene da un vegetale o un animale e inserirlo nel DNA di un altro vegetale o un altro animale. Significa oltrepassare le barriere fra le specie. Si tratta di una forma di inquinamento vivente, incontrollabile e irreversibile se viene immesso nell'ambiente. Una volta rilasciato in natura, un nuovo organismo creato dall’ingegneria genetica può essere in grado di interagire con altre forme di vita con effetti distruttivi, riprodursi, trasferire le sue caratteristiche e mutare in risposta alle sollecitazioni ambientali.

Ad esempio, è stato verificato che i geni "trapiantati" possono velocemente passare dalla colza OGM a piante affini, infestanti e non. In colture sperimentali, i geni della colza OGM che è stata resa resistente al glufosinato, un erbicida, sono stati trasferiti a una specie di rafano selvatico, una pianta infestante apparentata con la colza, dopo due generazioni. Ricerche condotte in Germania hanno mostrato che il gene per la resistenza al glufosinato può trasferirsi, mediante il polline, in piante distanti 200 metri e dati più recenti indicano che l’inquinamento genetico può avvenire anche a distanze maggiori.

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